Il Milan fuori dal "Viareggio", ennesimo fallimento del settore giovanile

Il Milan fuori dal "Viareggio", ennesimo fallimento del settore giovanileMilanNews.it
sabato 14 febbraio 2009, 17:59Giovanili
di Pietro Mazzara

Il Milan ha battuto il Cesena per 2 a 0, risultato maturato nella prima frazione di gara grazie alle reti realizzate da Ruggeri al 10' su rigore e da Ikande Harmony al 36'. Questo risultato però non serve praticamente a niente perchè, nell'altra gara del girone, i messicani del Pumas ed il Vicenza hanno pareggiato per 0 a 0 estromettendoci così dalla "Coppa Carnevale".

Ennesima delusione proveniente dal settore giovanile rossonero che, negli ultimi anni, ha raramente brillato nei campionati di categoria e nelle rassegne nazionali, sintomo di come la scoietà rossonera, che ha sfornato campioni indiscussi come Maldini, Baresi, Costacurta, Filippo Galli ed Albertini, non sia più in grado di plasmare giocatori di caratura, in tenera età, a differenza di molte altre società della massima serie che, invece, hanno investito ed investoino tutt'ora tanti soldi e tanto tempo per la formazione delle proprie rappresentative a livello giovanile. Inoltre, il Milan, a quei pochi ragazzi di spicco che sono cresciuti nel suo vivaio, negli ultimi anni, non ha praticamente mai dato alcuna chance di mettersi in mostra sul grande palcoscenico della Serie A con addosso la casacca del Diavolo. Due casi emblematici sono Darmian e Paloschi.

Il primo, ritenuto da molti come "pronto per spiccare il volo", è sempre ai margini della prima squadra anche in momenti di seria difficoltà, nei quali si preferisce ricorrere all'esperienza di un senatore piuttosto che lanciare un giovane ricco di voglia di fare e di sicuro talento. Per quanto riguarda Paloschi, Ancelotti aveva avuto il coraggio di metterlo col Siena in una partita rognosa, come tante a San Siro con le piccole, ed il giovane bomber della Primavera tramutò il lancio di Seedorf, in gol dopo appena 18 secondi dal suo ingresso in campo, replicando contro la Sampdoria, nella gara persa per 2 a 1 in casa. Però non gli si è voluto dare fiducia e si è preferito riprendere Shevchenko, lontano anni luce dal fuoriclasse visto in passato con la maglia numero 7, piuttosto che credere in un giovane che aveva dimostrato grande attaccamento alla maglia e una gran voglia di restare, cedendolo in comproprietà al Parma, rischiando così di perderlo definitivamente.

Paolo Maldini, l'anno scorso, aveva sottolineato le lacune del settore giovanile del Milan ma la società gli chiuse la bocca, costringendolo quasi a ritrattare le dichiarazioni rilasciate, essendo anche loro consapevoli del livello non eccelso di quello che dovrebbe essere il bacino dal quale attingere i campioni di domani che, ora come ora, non ci sono.