Sacchi: "Un conto è vincere un trofeo un anno, ben altro conto è essere la squadra più forte di tutti i tempi"

24.05.2019 14:27 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
Sacchi: "Un conto è vincere un trofeo un anno, ben altro conto è essere la squadra più forte di tutti i tempi"

Arrigo Sacchi, intervistato da acmilan.com, ha commentato così la vittoria del suo Milan nella finale di Coppa dei Campioni del 1989 contro la Steaua Bucarest: "Avevamo al nostro fianco, anche quel giorno, una società che non aveva la vittoria come obiettivo. Ma la grandezza. I tifosi che erano presenti quel giorno allo stadio e che avevano fatto tanti sacrifici per esserci devono essere orgogliosi ancora oggi. La Uefa, che è una istituzione e non un giornale, ha eletto il Milan del 1989 come la squadra più forte di tutti i tempi. Un conto è vincere un trofeo un anno, ben altro conto è essere la squadra più forte di tutti i tempi. Noi non avevamo stress che, peraltro, si crea nelle conflittualità lavorative. Noi avevamo invece avuto la fortuna di un ambiente che non ci trasferiva conflitti ma solo orgoglio e senso di appartenenza. Questa situazione mentale ci consentiva di avere l'energia e le intuizioni giuste. Di recente Guardiola mi ha mandato un filmato da internet. Quando, nella semifinale di andata al Bernabeu un mese e mezzo prima della finale contro la Steaua venne annullato a Gullit un gol regolarissimo, anche secondo i commentatori spagnoli, nessuno di noi assediò l'arbitro. Andò a protestare, senza fare alcun gesto plateale, solo van Basten. Significa che il sistema nervoso centrale della squadra era concentrato solo sul gioco. Quando Gullit mi chiese perché non facevamo un po' di palla lunga sullo 0-0 negli ultimi 5-10 minuti delle partite, gli risposi no, perché se per caso avessimo segnato poi la palla lunga avrebbe rischiato di diventare un vizio. E non avremmo più avuto uno stile, non saremmo più stati il Milan".