Attestati di stima e sorteggio impossibile: il Milan deve archiviare la Champions per pensare alla Roma
La squadra più scalcinata. La squadra che ha giocato alla maniera che ha reso famoso nel mondo il caro Trapattoni. La squadra su cui ormai sembravano aleggiare ombre demoniache pronte a trascinarla negli inferi. Bene, invece il Milan ha ottenuto il suo pass per gli ottavi di Champions e anche gli auguri degli avversari di sempre, beffati nella lotta nel fango di Istanbul: “Vi abbiamo lasciati soli, ma sapete la strada”. Dimostrazione di stima, degna di una squadra che da decenni ormai vive l’Europa come una vera e propria terra di conquiste. La metamorfosi del Milan tra campionato e Champions è evidente, ma lo stesso Allegri sembra non riuscire a trovare il gene modificato così da poterlo attivare anche nel torneo nazionale. Misteri del calcio. Di fatto i rossoneri contro l’Ajax hanno interpretato la partita nell’unico modo possibile. Gli olandesi si sono resi artefici delle migliori azioni offensive, costringendo Abbiati all’ovazione corale del suo stadio. Alla faccia di chi, in tempi magari non sospetti, lo dava per ormai finito. L’esperienza di questa squadra ha vinto sulle velleità dei ragazzini avversari, talentuosi, nervosi e a tratti disorientati. Giocare in dieci contro undici, alla fine, si è rivelato quasi una manna dal cielo. E non per l’assenza del capitano che, bontà sua, oltre a dover lasciare il campo in una notte magica, si è sentito pure la scarica di rimbrotti di Allegri. Il Milan ha tappato il buco lasciato a centrocampo grazie allo spirito di sacrificio dei suoi uomini, in primis Balotelli, trasfigurato e reso eroe dalla quantità di corse nel campo, dalla quasi totale assenza di scatti isterici, dal numero di falli subìti, segno inconfondibile che gli avversari l’avevano investito del ruolo di “nemico” da arginare e abbattere. Anche perché, l’uscita prematura di El Shaarawy, a causa del riacutizzarsi del dolore al piede, ha lasciato l’attacco del Milan alla regia di Kakà e alla potenza di Mario. La difesa, con il rientro di De Sciglio, è apparsa più concreta. Il terzino ha dimostrato ancora una volta di essere sulle tracce del grande Maldini e accanto a lui Bonera, tatticamente da standing ovation, ha dato equilibrio al reparto senza risparmiarsi. Il centrocampo è di quelli che una volta si chiamavano muscolari: De Jong e Muntari hanno ben interpretato il loro compito: evitare scorribande difficili da gestire in pura verticale. Un Milan che quindi esce rafforzato dal confronto nonostante la partita non sia stata bellissima da vedere. Anche Kakà, che doveva in un certo senso illuminare lo stadio con il suo centesimo gol, è stato ridimensionato dagli eventi.
Eventi che non possono essere del tutto archiviati, Champions ancora protagonista fino alle 12 di lunedì quando ci saranno i sorteggi per le sfide degli ottavi: lì si capirà la forza di questo Milan.
Intanto i rossoneri dovranno cercare di liberare la mente per il posticipo contro la Roma, proprio lunedì sera, ancora a S.Siro. La squadra di Garcia, partita con il record di vittorie, ha rallentato la sua corsa. Per qualcuno era inevitabile, vista la tipologia della preparazione estiva affrontata dai giallorossi, ma la Roma rimane pur sempre la seconda forza del campionato e con il Milan potrà contare anche sul rientrante Totti, artefice di un campionato fino a qui degno del ritorno in Nazionale. Una gara ricca di insidie, ma altrettanto carica di motivazioni: l’ennesima gara nella notte di S.Siro, sull’eco della qualificazione europea. Un appuntamento che il Milan, di certo non si lascerà sfuggire per dimostrare che, qualcosa è cambiato … davvero.

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