Bonera e De Sciglio: passato e futuro della difesa, insieme per Claudio Lippi. La vittoria nel derby, l’Europa nel mirino, con la speranza di viverla in rossonero

Bonera e De Sciglio: passato e futuro della difesa, insieme per Claudio Lippi. La vittoria nel derby, l’Europa nel mirino, con la speranza di viverla in rossonero
© foto di Giulia Polloli
giovedì 8 maggio 2014, 12:36Milanello in rosa
di Giulia Polloli

“Certi amori non finiscono”…  soprattutto quando sono viscerali, quando spezzano il cuore di chi li ha vissuti per la semplicità con cui sono stati raccontati. Il mio pensiero primario, in queste righe, è per Claudio Lippi. Durante la serata di ieri sera infatti il Milan Club di Borgomanero, cittadina in provincia di Novara, è stato ufficialmente intitolato a lui. Presidente del Club Matteo “Bubu” Arnoldi, un ragazzo che ha nel cuore il ricordo di Claudio perché, lavorando a Milanello, l’ha vissuto per anni, imparando a conoscerlo e ad amarne la semplicità, la gentilezza, la spontaneità e soprattutto il sorriso, che non ha mai negato a nessuno. Un ricordo di un ragazzo pulito, innamorato del Milan e della vita, consegnato nelle mani della sua Milena.

Per l’occasione sono intervenuti Mattia De Sciglio e Daniele Bonera, che si sono concessi anche a qualche battuta sul rush finale di questo campionato “ricco di rimpianti”. L’idea è chiara, la volontà la si legge negli occhi dei due rossoneri: chiudere con due vittorie per regalare al Milan un traguardo fino a qualche settimana fa insperato. “Non dipende solo da noi” sottolinea Bonera, forse più pragmatico e riflessivo. De Sciglio lascia trasparire l’emozione del suo essere ragazzo, anche quando parla del futuro. Non vuole lasciare la società che l’ha cresciuto, formato, gettato nel calcio dei grandi. Si vede in rossonero, in perenne attesa di poter ricalcare le prodezze del grande Paolo Maldini, il giocatore al quale, tanto spesso, viene associato. L’entusiasmo di Mattia non si trasforma mai in arroganza, è uno dei ragazzi puliti del nostro calcio, attento anche alla singola sillaba espressa, ma soprattutto con i piedi ben piantati a terra e poco incline a voli pindarici. Lavora per migliorarsi, per poter essere confermato.

Il Milan riuscirà a resistere alle offerte, che di certo pioveranno in estate, per il difensore rossonero? Un tempo avremmo risposto senza alcun dubbio: si, Mattia è incedibile. Ora però il corso degli eventi è cambiato. Non ci sono più certezze in questo calcio bombardato da ricchi magnati che possono permettersi di sborsare cifre folli. Ma in fondo fu proprio Berlusconi a dare il via alla corsa al talento, a qualsiasi costo. Quel Milan non c’è più e ora, non del tutto coscienti del cambiamento, siamo qui a leccarci le ferite, senza ricordarci come ce le siamo procurate.

Mentre la squadra si prepara ad affrontare le ultime due partite, l’attenzione si sposta sul futuro che, nelle scorse ore, sembra abbia delineato scenari  multiformi. Il protagonista è ancora Clarence Seedorf. Il borsino degli allenatori lo dà per spacciato, ormai lontano dalla panchina rossonera. Dopo la sconfitta nei playoff del Campionato Primavera, Galliani conferma la fiducia ad Inzaghi. Nulla di strano, il tecnico rossonero ha comunque svolto un grande lavoro, portando la squadra al trionfo nel Torneo di Viareggio. Come sempre è il grande silenzio attorno a Seedorf a fare notizia. La vittoria del derby, che mancava da tre anni, è stata passata quasi sotto silenzio. Anche lo stesso Seedorf sollecitato sull’argomento futuro sembra, ahimè, un disco incantato: “non parlo attraverso i media con la società”. Giusto, ma questo cosa significa? Ci sono stati dialoghi che nessuno ha potuto “intercettare” oppure il silenzio prosegue anche nelle stanze ufficiali?

In prospettiva futura preoccupa anche la tendenza che sembra portare Ramì lontano dal Milan. Il difensore francese ha un diritto di riscatto di sette milioni di euro e, scusate se mi permetto, da ciò che abbiamo potuto appurare, li vale tutti. Il Milan però sembra essere in difficoltà nel prendere una decisione entro il termine del 19 maggio, con il rischio di perdere un giocatore che ha dimostrato il suo valore e che soprattutto è già avvezzo alle dinamiche rossonere. L’alternativa è Alex? Non discuto che in Francia, come ha sottolineato lo stesso Ancelotti, abbia lasciato una buona impressione, senza tralasciare il fatto che si libera a zero… ma possibile che la società di Berlusconi non riesca a trovare l’alternativa economica per poter continuare il rapporto con Ramì?

Se sette milioni sono un problema, come farà il Milan a ricostruire una squadra che ha dimostrato di avere dei limiti evidenti? E a maggior ragione, seguendo virtualmente le voci che vorrebbero Montella al Milan: con queste difficoltà i rossoneri potrebbero permettersi di strappare l’aeroplanino alla Fiorentina? Lì, certo, sconti non ne faranno .

Ecco allora che diventa prioritario il discorso che spesso, troppo spesso, viene associato ai giovani talenti rossoneri. Uno, due, tre sacrifici per poter tornare ad investire sul mercato. Ma il recente passato ha insegnato che non è così facile lasciar partire dei giocatori importanti solo sperando di poterli rimpiazzare. Il Milan ha bisogno di fondamenta solide su cui ricostruire il proprio futuro. E allora non è meglio investire su certezze, sui giovani formati a Milanello, sulle qualità già assodate durante un anno davvero atipico? Il rischio di un’altra stagione sottotono è dietro l’angolo. La società ne prenderà atto?