Stranezze Mondiali. Al centro del mercato il destino di Balotelli, ma preoccupano anche i dubbi di De Jong

Stranezze Mondiali. Al centro del mercato il destino di Balotelli, ma preoccupano anche i dubbi di De Jong
© foto di Giulia Polloli
giovedì 5 giugno 2014, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Il mondiale in Brasile è ormai alle porte. Da che sono al mondo non ricordo un mondiale più anomalo di questo. Che l’italiano sia per natura portato a trasformarsi in Ct della nostra nazionale, è una sorta di marchio di fabbrica che non risparmia nessuno, nemmeno i meno avvezzi al seguire le vicende calcistiche di tutta una stagione. Addirittura mia mamma sa chi è Prandelli, dopo che per milioni di volte mi ha chiesto chi fosse l’allenatore del Milan (forse perché era già proiettata in questo periodo di assoluta incertezza, grande mamma, tu si che sei  avanti!). E così in questi giorni le vicende legate alla Nazionale, alle scelte di Prandelli, allo stato di forma di Rossi e compagni, prende il sopravvento su qualsiasi altro argomento. Non poteva non nascere il caso Balotelli, soprattutto dopo le dichiarazioni del Presidente del Milan, che non ha chiuso ad una sua possibile cessione e che anzi ha aperto una serie di  spiragli nei quali inserirsi. Galatasaray e Arsenal non si sono fatti attendere e di certo non saranno gli unici a bussare alle porte di Casa Milan. Poco importa che Raiola abbia smentito, i recenti vissuti ci hanno insegnato che le parole pronunciate in sede di calciomercato valgono come il due picche, quando ovviamente la briscola è cuori. Balotelli, dunque, diventa ancora una volta suo malgrado l’argomento del contendere e con un Mondiale ancora tutto da giocare, si ha quasi la sensazione che i verdetti siano i medesimi, in caso di vittorie e sconfitte. Se Balotelli dovesse giocare un ottimo Mondiale, il valore del suo cartellino subirebbe un’impennata tale da renderlo il capro espiatorio ideale per far cassa. E sappiamo quanto in questo momento le casse del Milan stiano urlando pietà. Se invece, nostro malgrado, Balotelli dovesse rivelarsi un grande flop, ecco che si creerebbero le giustificazioni ottimali, magari condivise anche dai tifosi, per la sua cessione quasi indolore. Cessione che comunque garantirebbe al Milan di poter incassare quanto basta per saldare i debiti con Seedorf (perché ancora non se ne parla, ma se ne parlerà) e fare qualche piccola mossa tra parametri di mercato che tendono sempre più allo zero. Ecco perché gli occhi di tutti sono pronti a spalancarsi sui mondiali, senza però svestire la maglia del club, la propria fede calcistica. Una volta invece, ci si vestiva d’azzurro, a prescindere da tutto e tutti.

Il Milan, che sta ripartendo dopo una stagione da dimenticare, prosegue sulle tracce lasciate dagli ultimi mercati. Alex e Menez sono i primi nomi di una campagna acquisti che ha in comune con quelle recenti proprio l’oculatezza nella ricerca di giocatori svincolati, che non vadano quindi a pesare sulle casse della società almeno per il prezzo del cartellino. Sia chiaro: in questo metodo potrebbe non esserci nulla di male, non fosse che in una squadra che deve ripartire dalle proprie ceneri, sarebbe auspicabile inserire giocatori di valore e prospettiva. Pochi colpi ma buoni, vista anche l’estensione della rosa a disposizione di Galliani. Già Galliani e non Inzaghi, scusate se lo sottolineo, le voci non possono surrogare i contratti e al momento, per quanto mi possa dispiacere scriverlo, Seedorf e Inzaghi sono sullo stesso piano. Entrambi a contratto, il primo con oneri rescissori imponenti, il secondo già i procinto di programmare una stagione senza esserne ancora l’effettivo titolare. La panchina del Milan è stata promessa ad Inzaghi, altrimenti ovviamente non avremmo assistito al viaggio verso Ibiza al seguito di Galliani, ma rimane ancora il nodo Seedorf da sciogliere e la scelta di partire in missione al fianco del generale, mi suona in modo stridulo e stonato.

Le dichiarazioni di De Jong dal ritiro della nazionale olandese, mi fanno capire che non sono la sola a voler temporeggiare per avere le idee più chiare. Le sue parole colpiscono per tempismo e semplicità: vuole capire da che parte sta andando il Milan e per questo non esclude un suo trasferimento. Le prime reazioni potrebbero essere etichettate con uno di quei nuovi modi di comunicare: #nigelstaconseedorf. Ma questo non basta a placare gli animi dei tifosi. Se un giocatore come De Jong, che ha lottato per rientrare nel Milan di Allegri dopo un tremendo infortunio, si ferma a pensare al Milan che verrà, io qualche domanda me la farei.