Ancelotti: "Il calcio italiano ha perso ritmo, non solo agonistico ma anche mentale"
Stagione oggettivamente orribile per il calcio italiano. Prima l'eliminazione agli spareggi del Mondiale, per la terza volta consecutiva, poi ieri l'ufficialità di essere fuori da tutte le competizioni europee che contano. Agli ottavi di Europa e Conference League erano arrivate solamente Bologna e Fiorentina, spazzate via da Aston Villa e Crystal Palace. A parlare della crisi del movimento calcistico nel nostro paese è stato l'ex leggenda milanista, sia in campo che in panchina, Carlo Ancelotti, questa mattina intervistato da Il Giornale.
Carlo Ancelotti sulla differenza della Serie A con il resto d'Europa: "La differenza fondamentale riguarda il ritmo, non soltanto quello agonistico della corsa ma quello mentale, della partecipazione continua, dell'intensità che non è un sostantivo vuoto e non può essere utilizzato soltanto in alcune fasi della partita. Il calcio italiano ha perso proprio questo. Ha perso la solidità difensiva, già non abbiamo talenti in altre zone del campo ma il controllo eccessivo dell'aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche, quelle sulle quali abbiamo costruito la nostra storia, da sempre".

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