Ibra sul lavoro dei giovani: "Al Milan abbiamo cambiato filosofia, vogliamo una crescita. Se non giochi nel Milan Futuro, allora vai in Primavera"
Nella settimana che si è chiusa con la splendida vittoria del Milan nel derby, i colleghi di CBS Golazo hanno intervistato il Senior Advisor di RedBird Zlatan Ibrahimovic, che si è aperto sui temi più importanti legati al mondo rossonero accogliendoli tutti in quel di Milanello. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni:
A chi si ispirava il piccolo Zlatan quando guardava il Milan?
"Marco van Basten. La cosa simpatica è che quando andai all'Ajax in molti mi paragonavano a lui, quindi già là la pressione era alta. Non ero ancora pronto a reggerla a quel livello, perché ovviamente è un'icona, una leggenda, e in questo club faceva parte del trio degli olandsi, composto da lui, Rijkaard e Gullit. Venivo paragonato a lui perché ero un attaccante, per il modo in cui giocavo...quindi lui era il mio punto di riferimento quando si parlava di Milan. Ha avuto una carriera breve ma quello che ha fatto rimarrà nella storia".
Come gestite la crescita dei giovani calciatori?
“Nella cultura italiana, tutti sono focalizzati sul risultato. Per questo motivo si utilizzano giocatori già pronti, per arrivare alla vittoria, e quindi si interrompe lo sviluppo dei giovani. Qui al Milan abbiamo cambiato la filosofia, perché noi vogliamo far giocare i giovani, e se non giochi nel Milan Futuro, allora giochi in Primavera, questo al 100%. È come una scala, dove sali e scendi ma crescendo”.
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