Leao saluta il Milan: dall'oceano al Mar Nero, tra talento immenso e rimpianti
Nel giorno in cui Rafael Leao ha deciso di accettare la proposta del Galatasaray, "su Milano si è abbattuto un temporale quasi simbolico: come una ribellione per ciò che poteva essere ancora essere e non sarà più", come scritto questa mattina da Il Corriere dello Sport. L'attaccante portoghese, croce e delizia costante, lascia così il Milan dopo sette anni, da stella luccicante dello Scudetto e delle grandi notti di Champions a stella cadende di un Milan incapace di ritrovare continuità.
Alla fine Leao ha scelto Istanbul, spinto anche dall'amico Osimhen, lasciando ai rossoneri 291 presenze, 80 gol e 55 assist. Dall'Oceano Atlantico di Almada al Mar Nero, il viaggio di Leao sembra quasi una metafora della sua carriera: un talento oceanico, capace di spalancare orizzonti enormi, ma progressivamente ristretto da limiti di continuità e scelte non sempre felici.

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