MN - Inter, Marotta: "Bastoni ha sbagliato, lo riconosco, ma è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quanto successo"
Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, al suo arrivo negli uffici della Lega Calcio Serie A, ha spiegato qual è la posizione ufficiale del club nerazzurro in merito a quello che è successo nel match contro la Juventus: "La nostra posizione è semplicissima, abbiamo notato che c'è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quanto accaduto. Lo stesso giocatore è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quanto successo. Parliamo di un giocatore di 26 anni, con più di 300 presenze in Serie A, mai protagonista di eventi clamorosi. È un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua convocazione, è un danno ingiusto. Ci troviamo di fronte a un errore di un giovane, ma chi non è ne ha mai fatti? Se parliamo di simulazioni, se ne parla da cinquant'anni: è un fatto ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile e legato a fattori concomitanti come il braccio di Kalulu e il fischio immediato.
Ha sbagliato, lo riconosco, ma l'anno scorso abbiamo lo scudetto per un punto e c'è stato un errore riconosciuto in Inter-Roma, ci siamo attenuti. Quest'anno l'Inter è intervenuta in una sola occasione, dopo Napoli-Inter, in cui fu assegnato un calcio di rigore poi dichiarato non giusto. Dobbiamo fare delle riflessioni, dagli arbitri alle società, ai giocatori, fino alla Federazione. Voi giornalisti traete le vostre conclusioni dagli atti che vedete e valutate, dalle dichiarazioni che i protagonisti fanno. Non dico cosa dovete fare, ma quello che avviene in Italia avviene anche all'estero, dobbiamo riflettere: magari inasprendo le pene, ma per tutti, nei confronti dei tesserati. E parlo di pene pecuniarie, spesso si va oltre le righe anche nel comportamento verbale. È il mio pensiero, e sono qui a dire che Bastoni ha fatto un gesto non consono ai principi di realtà, ma va giustificato. La repressione non fa parte del mio bagaglio, si può prevenire. Ma è compito anche dell'associazione calciatori, spesso noto ignoranza del regolamento".
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