Pasotto: "In questo Milan non è blasfemia affermare che l'unico vero irrinunciabile nell'undici titolare di riferimento sia Rabiot"

Pasotto: "In questo Milan non è blasfemia affermare che l'unico vero irrinunciabile nell'undici titolare di riferimento sia Rabiot"MilanNews.it
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Oggi alle 10:12News
di Antonello Gioia

Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport su Adrien Rabiot: "Come direbbe Max, prima del derby ci sono altre due partite, possibilmente da vincere se ci si vuole poi giocare il tutto per tutto nella stracittadina, ma comunque punti vitali a prescindere per proteggere la zona Champions. Ed è proprio in questo contesto che è basilare l'apporto di Adrien. La sua assenza col Como è stata visibile, e non certo perché Jashari sia andato male. Anzi. E' proprio lo spessore, la completezza tattica, fisica e interpretativa del francese a fare la differenza. Rabiot, al di là della cifra tecnica e della portanza fisica, è particolarmente bravo a dettare i tempi alla squadra: sa quando far alzare i compagni e quando è meglio restare sotto coperta. Un pregio basilare per un centrocampista. In questo Milan non è blasfemia affermare che è lui l'unico vero irrinunciabile nell'undici titolare di riferimento. Sì, più lui di Modric.

Se Rabiot manca, l'assenza è evidente. Lo raccontano bene i numeri, più di mille parole. Il pareggio col Como, osservandola da questa angolazione, non è un risultato così strano: nelle otto partite stagionali in cui Adrien non c'era (mai per scelta tecnica, ovviamente: nelle prime due non era ancora arrivato, poi cinque saltate per infortunio e una per squalifica), il Milan ha vinto solo tre volte, pareggiandone quattro e perdendone una. Tradotto in media punti: 1,6 a partita (37% di successi) contro i 2,4 (71% di partite vinte) con Adrien in Campo. Si passa in pratica da una media a malapena da Conference a un'andatura scudetto. Difficile aggiungere altro".