S. Rossi: "Romario mi mise i tacchetti in faccia in finale. Quel tentativo di soffiata di van Basten a Cruijff..."

18.05.2020 14:01 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
S. Rossi: "Romario mi mise i tacchetti in faccia in finale. Quel tentativo di soffiata di van Basten a Cruijff..."

Sebastiano Rossi, ex portiere del Milan, ha parlato in occasione di una diretta Instagram in compagnia di Mauro Suma di diversi ricordi in rossonero, in particolare di quel 18 maggio di 26 anni fa, in cui il Diavolo schiantò 4-0 il Barcellona allenato da Cruijff.

Su Werder Brema-Milan 1-1 nel 1993/1994: "Mi incazzai perchè presi gol su rigore. Quella fu una gara insolita per noi, perchè concedere 3-4 occasioni era raro. C'era tanto freddo, nevicò anche, forse quello ci stordì un po'. Poi Savicevic pareggiò".

Sulla convinzione del Barcellona di vincere e di Cruijff: "Ne abbiamo parlato appena appena quando siamo scesi dall'aereo, ma non è che pensavamo a quello che disse Cruijff, ma probabilmente fu una motivazione in più".

Sulle squalifiche di Baresi e Costacurta: "Sicuramente due assenze importanti, direi. Tutto sommato, però abbiamo risolto questo piccolo problema facendoci forza. Tutti eravamo importanti".

Su van Basten che si allenava con la squadra pochi giorni prima della partita: "Si allenava con noi perchè doveva dare qualche soffiatina a Cruijff. E' una battuta, però ricordo che mister Capello la mattina della gara provava sempre qualche schema e invece in quell'occasione non lo fece. Io pensai che c'era qualcuno che potesse riferire qualcosa".

Sulle occasioni del Barcellona : "Diciamo che il primo pericolo lo corremmo noi, con Romario, che mi mise anche i tacchetti in faccia. Ebbero una mezza occasione, però poi il Barcellona non riuscì a trovare spazi. Erano ingabbiati".

Sul non voler prendere gol anche sul 4-0: "Mai subire gol, mai".

Sulla speranza che Sacchi lo portasse ai Mondiali nel 1994: "Non potevano esserci dubbi, a mio avviso. La difesa del Milan sì, il centrocampo del Milan sì, il portiere no? Però va bene così. Ci tenevo, perchè mi sarebbe piaciuto vincere anche un mondiale. Non so se sarebbe andata diversamente ai rigori, però penso che me lo meritassi pienamente".

Sul derby vinto pochi giorni dopo la sconfitta di Marsiglia nel 1991: "Vincemmo il derby tre giorni dopo e segnò Marco (van Basten, ndr). Come fai a non ricordare un derby? Probabilmente siamo arrivati senza pensare più di tanto a quella brutta serata di pochi giorni prima. Era un derby, però da parte del Milan non è mai stata l'ultima spiaggia. Non è che vincendo un derby sistemavi l'annata, come invece succede in altre città".

Sul record di imbattibilità: "Io l'ho sempre detto. Il record viene attribuito al portiere, ma è un risultato merito di tutta la squadra. A me sarebbe piaciuto che tutti i miei compagni esultassero insieme a me. Fu un'emozione unica, con 80mila spettatori in piedi ad applaudire".

Sul rigore parato a Crespo al 91° nel 1999/2000 ed esultanza con la Curva dicendo 'Forza vecchio cuore rossonero': "E' stato un momento fantastico e sentito. E la Curva ha risposto, quindi fu ancora più bello. Era un periodo che non giocavo sempre. E' stato bellissimo, ancora di più essendo il 91°. Di rigori dall'80° in poi ne ho parati diversi nel corso della mia carriera".

Sul ricordo del derby del 6-0: "Grande persona Cesarone Maldini, lo voglio ricordare. Ho avuto la fortuna di averlo allenatore per 3-4 mesi. Fu una partita in cui dovevamo buscarle e invece finì con un 6-0 secco. C'è stata grande gioia, ma anche un po' di dispiacere nel vedere i giocatori dell'Inter. Ci fu anche un 5-0 in Coppa Italia".

Su un consiglio per il futuro di Donnarumma: "Solo Gigio potrà decidere il proprio futuro. Io gli auguro di scegliere la strada migliore. Gli consiglierei di rimanere al Milan, poi dopo starà a lui decidere".