Serafini: "Leao non è Gattuso, non è un combattente, non è neanche Balotelli, non è neanche indolente, è semplicemente leggero"

Serafini: "Leao non è Gattuso, non è un combattente, non è neanche Balotelli, non è neanche indolente, è semplicemente leggero"MilanNews.it
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Oggi alle 21:30News
di Antonello Gioia

Luca Serafini, giornalista, si è così espresso a Radio Tutto Napoli su Leao: "Io è un discorso che faccio da anni, cioè Leao se appena segnerà il prossimo gol, che sarà il decimo, sarà il primo giocatore dopo vent’anni, dopo Shevchenko, che nel Milan entrerà in doppia cifra per cinque stagioni consecutive e questo qualche cosa vuole dire. Leao non è Gattuso, non è un combattente, non è neanche Balotelli, non è neanche indolente, è semplicemente leggero, è un ragazzo che ha faticato a maturare, a trovare il fuoco, ad avere quella capacità di lotta. Facevo l'altro giorno l'esempio di Kaká: Kaká tecnicamente in qualche modo ricordava Leao perché sulla fascia, dal passo, sono cortissimi come Mbappé, palla tra i piedi, ma quando partono vanno a cento all'ora e hanno un controllo che è sensazionale. Mbappé ha di più sicuramente il senso del gol, ma in quanto ad apatia e ad anarchia credetemi che non è assolutamente inferiore a Leao.

Ancelotti mi ha detto che è un giocatore molto complicato da allenare perché non ha grande senso di squadra e di partecipazione. Kaká aveva più cattiveria, più bagaglio perché poteva giocare anche da trequartista, ma sono due giocatori che intorno ai trent’anni poi cominceranno già a tramontare perché non sono Maradona o Ronaldinho che anche da fermi a quarant’anni avrebbero potuto incantare le platee. Quando si ferma quella potenza in velocità finiscono. Leao non ha mai ingrossato più di tanto il suo bagaglio tecnico, per esempio non batte punizioni, ha cominciato a battere qualche rigore, i cross non sempre sono quelli giusti, ma è un giocatore molto produttivo anche dal punto di vista dei cross. Concludo dicendoti una frase sola: io penso che Leao sia il miglior giocatore del Milan, nel senso che, a parte gli altri nomi che ti pare, però è l'unico che da solo quando decide risolve la partita. Allora che cosa succede? Con Pioli che aveva una squadra propositiva, quindi giocava molto nella metà campo altrui, che lui rientrasse meno e fosse così discontinuo si sopportava meglio, perché aveva giocatori che correvano molto. Oggi con una squadra più difensiva e spostato di ruolo si vedono in più certe magagne, però è anche vero che anche con certe magagne è l'uomo che ha segnato di più e che ha fatto più assist nell'anno del Milan."