Shevchenko: "Il Milan non è una squadra, è una famiglia"

02.05.2021 21:41 di Nicholas Reitano  Twitter:    vedi letture
Shevchenko: "Il Milan non è una squadra, è una famiglia"
MilanNews.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Intervistato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai 3, l'ex bomber del Milan, Andriy Shevchenko, si è raccontato a 360° gradi in occasione dell'uscita della sua autobiografia. Questo un estratto delle sue dichiarazioni:

Sul suo arrivo in Italia: "Al Milan i ritmi non erano diversi dall’Ucraina. Il modo di allenarsi sì, era più tattica. Le partite si giocano ad un’intensità più alta. La prima parola che mi ha insegnato Billy in milanese è stata "Bauscia", la uso ancora oggi (ride, ndr). Costacurta si è preso cura di me: uscivamo sempre a cena insieme e mi accompagnava in macchina. Albertini? Mi ha insegnato a cucinare e mi ha fatto un corso rapido (ride, ndr)".

Su Galliani: "L'unica foto che ho messo nel libro è una con Adriano. Ha creduto in me sin dall'inizio, con Braida, da quel freddo di Kiev... È stata una decisione importante per la società, hanno creduto in me e ho vinto un Pallone d'Oro... devo dire grazie a loro".

Sul Milan: "Non è una squadra, è una famiglia. Quando arrivi a Milanello ti trattano come una persona di famiglia. Allenare il Milan? Un sogno".

Sulla finale di Champions contro la Juventus: "Ancelotti mi chiese di calciare per primo, ma andai per ultimo. Mentre mi avvicinavo al dischetto, mi stava passando davanti tutta la vita. Quello che è successo dopo è storia".