Zazzaroni sul nuovo Milan: "Di bel gioco non si può ancora parlare: l'impronta di Amorim è materia per i trombettieri in servizio permanente effettivo"

Zazzaroni sul nuovo Milan: "Di bel gioco non si può ancora parlare: l'impronta di Amorim è materia per i trombettieri in servizio permanente effettivo"MilanNews.it
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Oggi alle 10:24News
di Lorenzo De Angelis
Nel corso del consueto appuntamento con il suo commento per Il Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni ha parlato di Milan dopo la vittoria di ieri

Sulle colonne de Il Corriere dello Sport il direttore Ivan Zazzaroni ha parlato di Milan commentando la vittoria della formazione di Ruben Amorim sul Venezia: "C'era il capitano nel Milan che ha vinto l’ultimo scudetto nel ‘22, Pioli allenatore, Franco Baresi vicepresidente, Gazidis amministratore, Ibra in campo, il posto suo, due Maldini, uno in rosa, Daniel, Cardinale in America e insomma di quella squadra e di quel gruppo è rimasto poco o nulla: uscito anche Leao, sopravvivono Maignan, Tomori (fuori dal progetto tecnico, si dice così), Gabbia e Saelemaekers.  C’era più Milan.  
C’è un prima, un durante e un dopo, anche se il club oscilla continuamente tra una stagione e l’altra seguendo protagonisti e percorsi sempre nuovi e singolari instabilità.  Quello attuale è il Milan di Cardinale, un punto esclamativo. Da mesi Gerry è molto presente, tratta direttamente acquisti e cessioni e prima di ogni altra cosa la risolve all’americana, secco, spiazzante, un linguaggio insolito: tu sì tu sì tu no tu no. 

È evidentemente un Milan non ancora giudicabile perché il Mondiale ha indotto Amorim a rinunciare in parte alla qualità di Rabiot, Pulisic e Saelemaekers: in panchina anche Moreira, la formazione iniziale presentata al Venezia è sembrata più povera di quella dello scorso anno, almeno sul piano del potenziale tecnico e della personalità, non della corsa però. Il campo ha confermato l’impressione, visto che nella prima parte Stroppa ha sofferto solo per un paio di sbandate difensive. 
Le cose per Amorim sono peggiorate subito dopo l’intervallo e cambiate soltanto con gli ingressi di Rabiot e Saelemaekers, quest’ultimo ha saputo servire sulla corsa Gonçalo Ramos, uno che la porta la vede, la respira ed è tutt’una conclusione.  Ci sono i punti, sei, ed è quel che più conta. Di bel gioco non si può ancora parlare: l’impronta di Amorim è, al momento, materia per i trombettieri in servizio permanente effettivo, gli adoratori del presente fino a che sconfitta non ci separi. PS. C’era Baresi anche ieri sera. La prima ultima volta a San Siro".