Pagelle - Leao alieno, Theo assist man. Deludono le seconde linee

13.01.2022 23:37 di Pietro Mazzara Twitter:    vedi letture
Pagelle - Leao alieno, Theo assist man. Deludono le seconde linee
MilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO

Queste le pagelle di Milan-Genoa:

Maignan 6: assolutamente incolpevole sul gol del vantaggio della squadra di Shevchenko. Prima aveva fatto una buona parata. Il resto della partita lo passa a scaldarsi.

Kalulu 6,5: da centrale o da terzino, il rendimento di Pierre rimane costante e qualitativamente alto. Si concede anche qualche anticipo di grande qualità.

Gabbia 6,5: cresce nel corso della partita, limitando Caicedo, e prendendo fiducia. Cerca la gloria personale anche nell’area avversaria con delle incursioni su palle inattive.

Tomori 6: finché rimane in campo, prestazione in linea con i suoi standard minimi. Poi si accascia per un risentimento al ginocchio che manda in ansia tutti. (dal 24’ Florenzi 6,5: entra quasi a freddo, ma è ben collegato con il match).

Theo Hernandez 7: dentro una partita complicata, mette il timbro con un doppio assist. Il primo è da fantascienza, con un cross no-look che arriva preciso sulla capoccia di Giroud che lo incastona alle spalle di Semper. L’ingresso di Leao lo attiva ulteriormente e confeziona anche l’assist del 3-1 per Saelemaekers.

Tonali 6,5: anche quando la squadra regala una bruttissima fotografia di sé, lui è uno dei pochissimi ad essere sempre a fuoco. Ritma la risalita della corrente da parte del Milan. Sfiora il gol con un gran mezzo collo estero destro, ma il pallone sceglie di girare fuori dallo specchio per pochissimo.

Krunic 5: scheggia la traversa dopo pochi vagiti del primo tempo. Poi crolla verticalmente nel suo rendimento, con Pioli che ha cercato spesso di telecomandarne l’azione. (dal 62’ Bakayoko 6,5: ha ancora qualche amnesia di troppo, ma più gioca e più sale di condizione. Quando, finalmente, trova la connessione con la partita, diventa una piovra).

Messias 5: una prestazione decisamente negativa per Junior, che sembra congelato dalla temperatura di San Siro. Fatica a trovare la posizione in campo e il ritmo per le giocate. (dall’80’ Saelemaekers 6: sbaglia una quantità industriale di palloni, si mangia un gol da dentro il cuore dell’area di rigore. Chiude la partita con il gol del 3-1 che gli salva la partita).

Maldini 5: parte bene, con una bell’azione personale dove salta due avversari, ma in conclusione di quella discesa iniziano gli errori, perché non serve Messias che aveva accompagnato a destra. Si piace un po’ troppo e fatica a portare qualità sulla trequarti. (dal 62’ Brahim Diaz 6: dà certamente più sprint rispetto a Daniel Maldini. Scaltro nel battere velocemente la punizione, che si guadagna lui, che mette Leao nelle condizioni di uno contro uno da cui nasce il gol del 2-1 col gollonzo del portoghese).

Rebic 5: uno spunto degno di nota, poi tantissimi passaggi sbagliati, alcuni anche semplici. Purtroppo, per rendere al massimo, ha bisogno di essere in ottime condizioni fisiche. E oggi non è ancora sui livelli pre infortuni. (dal 62’ Leao 7,5: Alien piomba sulla partita e la devasta. È in condizioni psico-fisiche devastanti e chiunque gli si pari davanti, lo deve abbattere. Dribbla, strappa e poi trova un gollonzo, tanto bello quanto non voluto con il pallonetto che scavalca Semper, bacia il palo e si spegne in gol. Prima Semper gli nega il gol con una grande parata).

Giroud 6,5: schiavo della poca produzione offensiva della squadra, prova a pulire qualche pallone nel primo tempo ma ha poco aiuto. Nella ripresa il Milan spinge, inizia a mettere palloni in mezzo e lui, su quello telecomandato di Theo, fa 1-1 con una grande incornata. Prende fiducia e un suo movimento sul primo palo, a metà del secondo supplementare, apre la strada al gol di Saelemaekers (dal 118’ Roback sv).

All. Pioli 6:  la squadra approccia malissimo la partita e va sotto, senza calciare mai in porta nel primo tempo. I cambi mettono a posto le cose, alzando il tasso tecnico degli uomini in campo. Non sarà contento delle risposte di diversi singoli e l’idea del turnover, purtroppo, gli si ritorce contro.