4-3-1-2: nuovo, inutile paragrafo di un capitolo già precedentemente chiuso
Prima idea estiva scelta e voluta dal presidente Berlusconi insieme a Mihajlovic, capace già di sperimentare tale soluzione in campo nell'annata precedente alla Sampdoria. Poi, il doveroso dietrofront del tecnico serbo: il 4-3-1-2, per questo Milan e per la struttura della rosa, non era semplicemente cosa. A dimostrarlo, un avvio di campionato pessimo, con una squadra eccessivamente scoperta e sbilanciata spazzata via, nel giorno della prima, decisiva frattura tra l'allenatore e il presidente rossonero, dal cappotto subito a San Siro per mano del Napoli. Nonostante tutto, con l'arrivo di Cristian Brocchi, ecco la riproposizione di uno schieramento capace di portare soli 9 punti e ben 13 reti subite nelle prime 7 partite di campionato: fallimento già constatato sul quale, nonostante tutto, si è voluto riscrivere un nuovo, inutile paragrafo di un capitolo già chiuso e cancellato, nel racconto di una stagione rossonera che rischia di rivelarsi ancora brutto, noioso e fallimentare.
ACCORDO DISCORDANTE - Utilizzato più volte con la Primavera Rossonera da Cristian Brocchi, insieme al 4-3-3, il 4-3-1-2 è sempre stato uno degli schieramenti più apprezzati da Silvio Berlusconi: trait d'union tra Presidente e nuovo allenatore ed accordo totale sul ritorno alla presenza del trequartista, con le parti in sintonia nel riproporre dietro le due punte quel Jack Bonaventura che il numero uno milanista avrebbe ben visto da tempo alle spalle del tandem offensivo. Un accordo, tuttavia, andato controcorrente rispetto alle positive modifiche impostate a stagione in corso da Sinisa Mihajlovic, culminate in un 4-4-2 che, nonostante i recenti risultati negativi, aveva comunque garantito alla squadra una maggior solidità. Ben lontana dai 28 tiri subiti ieri e dal totale spaccamento visto nella gara contro l'Hellas Verona.
GRANDE QUESITO - Tra le tante, doverose domande già presenti nella lunga lista di quesiti destinati a segnare il percorso stagionale del Milan, ecco dunque aggiungersene un'altra: perchè insistere su un modulo che non ha funzionato, tra prove e riprove, in un momento così importante della stagione e con Europa e Coppa Italia ancora tutte da conquistare? Puntare il dito contro Cristian Brocchi risulterebbe, oltre che errato, sin troppo semplice e scontato: di fronte ad un Milan "Mai visto giocare così male" secondo Berlusconi, la soluzione richiesta dalla società risultava volta al tentativo di cambiare, in campo e fuori, ciò che ultimamente non era andato per il meglio. Salvo tuttavia non considerare che, con gli stessi elementi a disposizione ed un allenatore alla prima, vera esperienza in panchina ad alti livelli, il responso era già stato dato ben 7 mesi prima. Con il chiaro consiglio di non riprovarci più...

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