Anno nuovo, vita vecchia: dopo 365 giorni in casa Milan sembra davvero non essere cambiato nulla
Milan-Sassuolo 1-2, Milan-Bologna 0-1. Stessa data, stesso, identico inizio d'anno: un'Epifania amara, con una calza piena di carbone in casa rossonera che si ripropone a 365 giorni di distanza dai primi, pesanti scricchiolii della gestione Inzaghi. A distanza di un anno, in sostanza, non è cambiato praticamente nulla dalle parti di via Aldo Rossi: stesso tipo di stagione tra tanti bassi e rarissimi alti, mille parole e pochissimi fatti. Una situazione che si protrae da ormai troppo tempo e che sembra davvero, nell'immediato, non avere alcun tipo di soluzione, condannando il Milan all'ennesima annata apparentemente priva di grandi soddisfazioni.
ANNO NUOVO, VITA VECCHIA? - Verrebbe da dire sia proprio così. Dalla gestione Inzaghi a quella Mihajlovic tocca constatare, dati e gioco alla mano, come sia cambiato davvero poco, e non esageratamente in positivo. La partita di oggi contro il Bologna è stata specchio di una squadra spesso in confusione, incapace di trovare il gol in almeno 5-6 palle gol nitide create all'interno dell'area di rigore e punita nel finale. La continua impressione destata è che, oltre ai già evidenziati limiti tecnici, il gruppo rossonero pecchi di attributi, cuore e mentalità per imporsi sin dall'inizio del match, con approcci alle partite più volte sbagliati e tante, troppe occasioni non sfruttate e pagate a carissimo prezzo. Qualità mancanti che dovrebbero essere, paradossalmente, le principali fondamenta caratteriali di Mihajlovic, con la squadra incapace sinora di farne tesoro (nonostante il buon feeling con l'allenatore) e con un tifo che spesso denuncia lo scarso carattere messo in campo dai rossoneri.
FLEBILE SPERANZA - Posta una qualificazione in Champions League obiettivamente più che impensabile ora, e designata come obiettivo principale da Silvio Berlusconi ad inizio stagione, l'unica flebile speranza stagionale per il Milan resta legata alla possibilità di raggiungere la finale di Coppa Italia per tentare di conquistare il trofeo nella finale di Roma. Cammino agevolato dalle uscite di scena di Fiorentina e Roma che i rossoneri stavolta non potranno non percorrere fino all'Olimpico, con squadre decisamente non imbattibili come Carpi ed (eventualmente) Spezia o Alessandria sulla strada della squadra di Mihajlovic. Per conquistare, otlre ad un trofeo che manca dal 2002-03, una qualificazione in Europa League che riporterebbe finalmente il Milan a respirare area continentale.
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