Athekame, la freccia che Amorim può accendere: i precedenti Porro e Nuno Mendes fanno ben sperare
La prima stagione rossonera di Zachary Athekame ha lasciato una sensazione precisa: il potenziale esiste, ma deve ancora trasformarsi in continuità. Il laterale svizzero sotto la gestione di Massimiliano Allegri ha alternato accelerazioni e giocate decisive a momenti di esitazioni, soprattutto nella gestione difensiva e nelle scelte degli ultimi metri.
I numeri raccontano però una base interessante dalla quale partire: 27 presenze in Serie A, 7 da titolare, con due gol (Pisa e Genoa) e due assist in 824 minuti. Un rendimento non ancora sufficiente per considerarlo una certezza, ma significativo per un classe 2004 arrivato in un campionato - e una piazza - esigente come la Serie A. Sotto questo senso l'arrivo in panchina di Ruben Amorim potrebbe raprpesentare la svolta, anche perché il portoghese non chiede agli esterni di limitarsi a presidiare la fascia, ma li rende protagonisti in tutto e per tutto.
IL SISTEMA IDEALE PER LIBERARNE CORSA E AGGRESSIVITÀ
Athekame semnbra costruito per il calcio di Amorim. Nel 3-4-2-1 del portoghese il laterale destro deve garantire ampiezza, attaccare lo spazio alle spalle della difesa e raggiungere con frequenza la zona del cross e l'area di rigore. Sono compiti che valorizzano la velocità, la resistenza e la potenza dello svizzero, riducendo alcune difficoltà che invece ha dimostrato - inevitabilmente - di avere in una linea a quattro.
Con tre centrali alle spalle, Athekame avrebbe maggiore copertura quando si spinge in avanti e potrebbe giocare anche con meno paura di sbagliare. Dovrà però crescere nei tempi di pressione, nella qualità dell'ultimo passaggio e nella concentrazione dopo la perdita del pallone, anche perché Amorim ai suoi quarti chiede tanto: corsa, disciplina e disponibilità al sacrificio.
DA PORRO A NUNO MENDES: I PRECEDENTI CHE FANNO SPERARE
L'esperienza di Amorim allo Sporting offre paragoni incoraggiatni. Pedro Porro, sotto la gestione del tecnico portoghese, è diventato un esterno completo e produttivo. Basti pensare che nelle prime due stagioni a Lisbona lo spagnolo, oggi finalista mondiale, realizzò 9 gol e servì 10 assist in 27 presenze. Anche Nuno Mendes, pilastro del PSG campione d'Europa, venne valorizzato giovanissimo come quinto, all'interno di un sistema capace di esaltarne progressione e forza atletica. Il riferimento più vicino, anche per caratteristiche, ad Athekame può essere Geny Catamo. Nato come ala, l'africano fu adattato da Amorim sulal fascia e trasformato in un elemento funzionale al suo sistema, capace di coprire l'intero corridoio e incidere negli ultimi metri.
Il tecnico portoghese ha quindi gà dimostraato di sapere migliorare esterni rapidi, verticali e canora incompleti, assegnando loro compiti chiari senza spegnerne l'istinto. E l'auspicio è che Athekame possa rientrare in questa tradizione, perché se dovesse assimilare i meccanismi difensivi e non di Amorim, questo secondo anno in rossonero potrebbe trasformarlo da semplice alternativa a una delle sorprese del nuovo Milan.

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