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Athekame, la freccia che Amorim può accendere: i precedenti Porro e Nuno Mendes fanno ben sperare

Athekame, la freccia che Amorim può accendere: i precedenti Porro e Nuno Mendes fanno ben sperareMilanNews.it
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Oggi alle 14:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis
Con Amorim in panchina Zachary Athekame potrebbe esplodere, anche perché in carriera il portoghese ha già avuto modo di valorizzare esterni

La prima stagione rossonera di Zachary Athekame ha lasciato una sensazione precisa: il potenziale esiste, ma deve ancora trasformarsi in continuità. Il laterale svizzero sotto la gestione di Massimiliano Allegri ha alternato accelerazioni e giocate decisive a momenti di esitazioni, soprattutto nella gestione difensiva e nelle scelte degli ultimi metri. 

I numeri raccontano però una base interessante dalla quale partire: 27 presenze in Serie A, 7 da titolare, con due gol (Pisa e Genoa) e due assist in 824 minuti. Un rendimento non ancora sufficiente per considerarlo una certezza, ma significativo per un classe 2004 arrivato in un campionato - e una piazza - esigente come la Serie A. Sotto questo senso l'arrivo in panchina di Ruben Amorim potrebbe raprpesentare la svolta, anche perché il portoghese non chiede agli esterni di limitarsi a presidiare la fascia, ma li rende protagonisti in tutto e per tutto. 

IL SISTEMA IDEALE PER LIBERARNE CORSA E AGGRESSIVITÀ

Athekame semnbra costruito per il calcio di Amorim. Nel 3-4-2-1 del portoghese il laterale destro deve garantire ampiezza, attaccare lo spazio alle spalle della difesa e raggiungere con frequenza la zona del cross e l'area di rigore. Sono compiti che valorizzano la velocità, la resistenza e la potenza dello svizzero, riducendo alcune difficoltà che invece ha dimostrato - inevitabilmente - di avere in una linea a quattro. 

Con tre centrali alle spalle, Athekame avrebbe maggiore copertura quando si spinge in avanti e potrebbe giocare anche con meno paura di sbagliare. Dovrà però crescere nei tempi di pressione, nella qualità dell'ultimo passaggio e nella concentrazione dopo la perdita del pallone, anche perché Amorim ai suoi quarti chiede tanto: corsa, disciplina e disponibilità al sacrificio. 

DA PORRO A NUNO MENDES: I PRECEDENTI CHE FANNO SPERARE

L'esperienza di Amorim allo Sporting offre paragoni incoraggiatni. Pedro Porro, sotto la gestione del tecnico portoghese, è diventato un esterno completo e produttivo. Basti pensare che nelle prime due stagioni a Lisbona lo spagnolo, oggi finalista mondiale, realizzò 9 gol e servì 10 assist in 27 presenze. Anche Nuno Mendes, pilastro del PSG campione d'Europa, venne valorizzato giovanissimo come quinto, all'interno di un sistema capace di esaltarne progressione e forza atleticaIl riferimento più vicino, anche per caratteristiche, ad Athekame può essere Geny Catamo. Nato come ala, l'africano fu adattato da Amorim sulal fascia e trasformato in un elemento funzionale al suo sistema, capace di coprire l'intero corridoio e incidere negli ultimi metri.

Il tecnico portoghese ha quindi gà dimostraato di sapere migliorare esterni rapidi, verticali e canora incompleti, assegnando loro compiti chiari senza spegnerne l'istinto. E l'auspicio è che Athekame possa rientrare in questa tradizione, perché se dovesse assimilare i meccanismi difensivi e non di Amorim, questo secondo anno in rossonero potrebbe trasformarlo da semplice alternativa a una delle sorprese del nuovo Milan.