Fonseca e la frecciata a Theo e Leao: "Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessun calciatore è più grande del Milan"

Fonseca e la frecciata a Theo e Leao: "Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessun calciatore è più grande del Milan"MilanNews.it
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Intervistato dai colleghi di SportWeek, l'ex allenatore del Milan Paulo Fonseca ha parlato della sua turbolenta esperienza in rossonero.

Intervistato dai colleghi di SportWeek, l'ex allenatore del Milan Paulo Fonseca ha parlato della sua turbolenta esperienza in rossonero definendola un vero e proprio rimpianto, dicendo: "Sono deluso, sì, perché due anni fa venni chiamato per un motivo: cambiare lo stile di gioco della squadra. "Vogliamo che il Milan diventi dominante, che abbia la palla e giochi nella metà campo avversaria", mi fu detto dal club. Perfetto, risposi, è la mia stessa idea di calcio. Ma la verità è che per cambiare ci vuole tempo e giocare questo calcio in Italia non è facile. Per riuscirci bisogna cambiare prima di tutto la testa dei giocatori. Vi sembrerò arrogante, ma io ero avviato su quella strada e, dopo di me, non ho mai più visto il Milan esprimere la qualità di gioco mostrata con il sottoscritto in panchina". 

lei non è stato concesso: a dicembre 2024 viene esonerato dopo un pareggio casalingo con la Roma.
"Sono andato via molto calmo perché ho fatto di tutto per cambiare il Milan. Per difenderlo. Sono uscito con la coscienza a posto perché ho sempre messo il Milan davanti a tutti, e non era facile. Ho sempre difeso il club prima dei giocatori. I giocatori non sono più importanti del Milan. In Italia, invece, spesso i giocatori "pesano" più del club. Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessun calciatore è più grande del Milan. Sono stato criticato per questo, ma io ho avuto il coraggio di difendere il Milan. Spero che tutti abbiano capito che non puoi permetterti di avere elementi che non danno tutto per il Milan. Il PSG ha vinto due Champions di fila dopo aver mandato via i giocatori che non correvano. A Parigi hanno capito che nessun giocatore è più importante della squadra. Non so se anche a Milano hanno capito".

Dice di aver difeso il Milan: il Milan, invece, ha difeso Fonseca?
"Mi sembra che le cose adesso siano un po' diverse, perché ho visto che Amorim è arrivato a Milanello e c'era Cardinale ad attenderlo. Quando arrivai io non c'era nessuno".