Brocchi fa dietrofront e si affida ad un modulo più collaudato: due ipotesi di lavoro in vista della Juve
Christian Brocchi è approdato sulla panchina del Milan con un preciso dettame ed una idea di gioco chiara: passare al 4-3-1-2, modulo abbandonato nel corso della stagione da Mihajlovic a favore di un più "semplice" e solido 4-4-2. Dire che il modulo col trequartista non ha funzionato è un eufemismo, ma va ricordato che Brocchi non ha potuto contare su Giacomo Bonaventura, giocatore fondamentale per poter applicare il 4-4-2, non essendoci reali alternative sugli esterni.
DUE IPOTESI - Col recupero dell'ex atalantino e l'avvicinamento ad una gara quasi proibitiva, vista la forza incommensurabile dell'avversario, il tecnico milanese sembra deciso a tornare sui suoi passi, mettendo in ghiacciaia il 4-3-1-2 in favore di un altro sistema di gioco. Ad oggi l'ipotesi più probabile sembrerebbe il 4-3-3, provato sia nell'allenamento di ieri che in quello di stamattina, ma non è da escludere che all'Olimpico il Milan si presenti con la coppia d'attacco Luiz Adriano-Bacca ed un centrocampo a due.
DIFFERENZE TATTICHE - La differenza sostanziale sarà proprio relativa alla linea mediana: meglio un centrocampo a tre che diventerebbe a cinque in fase di non possesso, oppure un centrocampo a quattro a supporto del binomio offensivo? A Milanello si sta lavorando proprio su questo, nella speranza che la formazione rossonera riesca a ad approcciare nella giusta maniera, senza timore reverenziale e con le giuste motivazioni. Non è detto che tutto ciò sia sufficiente per poter battere la Juve, ma sicuramente i presupposti sarebbero sicuramente migliori.

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