Cinque anni di aspettative, partenze e ritorni: il tormentato percorso rossonero di Niang, in attesa di conoscerne il nuovo capitolo

Cinque anni di aspettative, partenze e ritorni: il tormentato percorso rossonero di Niang, in attesa di conoscerne il nuovo capitoloMilanNews.it
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martedì 29 agosto 2017, 15:30Primo Piano
di Matteo Calcagni

Il Milan e Niang, una storia che procede, tra scossoni, saliscendi, prestiti, partenze e ritorni da ormai cinque anni. Era il 27 agosto 2012 quando Galliani, con un blitz, andò ad acquistarlo appena diciottenne dal Caen per 2 milioni più bonus. Il Milan non attraversava un momento facile, dopo l'addio dei senatori e le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva, ma il transalpino riuscì comunque a ritagliarsi il suo spazio, diventando addirittura titolare nell'ormai celeberrimo "tridente delle creste", composto con El Shaarawy e Balotelli.

L'ARRIVO, IL PALO E I PRIMI PRESTITI - La prima sliding door della carriera rossonera del francese si materializzò il 12 marzo 2013 al Camp Nou, quando, sull'1-0 per i blaugrana, colpì un palo clamoroso a tu per tu con Victor Valdes. Un'occasione mancata, assolutamente perdonabile vista anche la giovanissima età, che tuttavia segnò psicologicamente Niang, il quale non riuscì più a scendere in campo con la stessa naturalezza vista in precedenza. A gennaio 2014 il primo trasferimento, al Montpellier, dove partirà bene (debutto e gol contro il Rodez) ma calerà alla distanza, rendendosi protagonista anche di un brutto incidente stradale. Niente riscatto per il nativo di Meulan-en-Yvelines e nuova chance al Milan, guidato da Inzaghi. L'ex bomber milanista è stato il tecnico rossonero ad impiegare meno Niang (solo cinque presenze), tant'é che a gennaio si materializzò inevitabilmente un nuovo cambio di maglia, questa volta in prestito secco, al Genoa di Gasperini. Quell'esperienza fu fondamentale e formativa per M'Baye, il quale si rilanciò tecnicamente e tatticamente, chiudendo la stagione con quattordici presenze e cinque reti.

DA GASP A SINISA, L'INCIDENTE E LA SPERANZA DI MONTELLA - Sinisa Mihajlovic, insiediatosi sulla panchina rossonera nell'estate 2015, decise di confermare il ragazzo rientrato dal prestito, puntando forte su di lui. La stagione del transalpino, dopo un rinnovo fino al 2019, partì soltanto a novembre causa rottura del metatarso in estate: appena rientrato dall'infortunio diventò subito titolare, riuscendo anche a firmare una doppietta contro la Sampdoria. Il picco più alto arrivò tra gennaio e febbraio, quando il francese, diventato perno offensivo di una squadra lanciatissima, segnò tre reti consecutive contro Inter, Palermo e Udinese. Sembrava tutto perfetto, poi un nuovo incidente stradale con conseguente lesione ai legamenti della caviglia, che lo fece stare fuori fino al termine della stagione (subentrò dalla panchina in finale di Coppa Italia). Altro cambio in panchina e altra chance per Niang, questa volta con Montella, il quale aveva fatto il suo nome come possibile sorpresa. L'Aeroplanino sembrava averci azzeccato, a giudicare dal rendimento dei primi mesi del rossonero, ma poi sorsero problemi ambientali e prestazionali che lo condussero all'ennesima partenza. Questa volta il Watford, sempre con la formula del prestito con diritto di riscatto, poi non esercitato.

IL RITORNO E LA ROTTURA - Anche quest'estate Niang è partito bene, in amichevole, trovando spazio anche nel preliminare di Europa League contro il Craiova. Si vociferava che il francese potesse restare, sebbene la concorrenza sarebbe poi diventata particolarmente numerosa, visti gli arrivi di Silva, Kalinic, Calhanoglu e Borini. Tutte queste supposizioni sono venute meno quando lo Spartak Mosca ha presentato un'offerta da 20 milioni più bonus, chiaramente ben accolta dal Milan: il giocatore, che inizialmente sembrava d'accordo, ha scelto di non accettare la proposta, puntando i piedi. La società rossonera non l'ha presa bene, con una rottura che è ormai arcinota: le non convocazioni, il certificato medico presentato da Niang, l'attacco di Montella e la risposta del francese, tutto nel giro di pochi giorni. Il giocatore vuole il Torino e il Torino vuole il giocatore, ma ancora non è stato trovata un'intesa tra i due club: i granata offrono 12, il Milan non prenderà in considerazione offerte inferiori ai 15. Tutto questo dopo che i tifosi hanno definitivamente scaricato il giocatore, con lo striscione apparso domenica in Curva Sud, con il giocatore presente a San Siro. Dopo cinque anni la storia tra Niang e il Milan è ai titoli di coda, questa volta probabilmente in via definitiva.