Con Cerci ancora poco convincente, riecco la possibilità Honda: un déjà vu tra mille dubbi
Chance da titolare doveva essere e chance da titolare è stata. Alessio Cerci è sceso in campo dal 1', come previsto, nell'anticipo di sabato sera contro il suo Toro, risultando tuttavia ancora una volta poco incisivo ed utile alla manovra offensiva rossonera. Riecco, dunque, la possibilità di provare a contare nuovamente su Keisuke Honda, ai margini delle rotazioni offensive rossonere dopo il deludente avvio di stagione: Mihajlović potrebbe infatti prendere in considerazione il nuovo utilizzo del giapponese in caso Cerci non riesca a dare un apporto positivo alla squadra.
Nuovo modulo - La riproposizione di Cerci largo a destra, nel tridente visto all'Olimpico con Bonaventura e Luiz Adriano a completare i restanti 2/3 dell'attacco rossonero, non può che essere prettamente collegata alla decisione di Mihajlović di cambiare sistema di gioco, unica opzione per l'esterno di Velletri per poter finalmente strappare qualche minuto. Il Cerci visto tra Atlético Madrid e Milan, tuttavia, è ancora lontano parente dell'impressionante progressista visto con la maglia del Torino addosso, capace di mettere in grande difficoltà gli avversari tra accelerazioni fulminanti e buona abilità nel saltare l'uomo. Tra 4-4-2 o 4-3-3, poco cambia: sia Cerci che Honda possono contendersi una zona di campo che, con il già citato cambio di modulo, resterebbe scoperta, e che con un'eventuale scarsa pazienza di Mihajlović nell'attendere buone risposte dall'ex Toro potrebbe portare il tecnico serbo a ridare spazio al suo numero 10.
Déjà vu - Schierato con scarsi risultati da trequartista nel 4-3-1-2 ed ora, chissà, nuovamente pronto a riadattarsi ad un ruolo già ricoperto lo scorso anno durante la gestione Inzaghi. Un déjà vu che potrebbe riportare Keisuke Honda alla posizione ricoperta in campo che tanto bene gli aveva portato in un avvio di campionato sorprendente, nel quale il giapponese aveva messo a segno 6 reti in un girone d'andata esaltante, salvo poi interrompersi di colpo e venire scavalcato, nelle gerarchie di Inzaghi, proprio da Alessio Cerci. Scenario e staffetta che potrebbe dunque ora riproporsi, tra i tanti dubbi relativi a due elementi che, sinora, non sono mai riusciti a convincere pienamente in rossonero: la necessità di coprirsi maggiormente a centrocampo con 4 uomini o di optare per due esterni offensivi pronti a dar manforte al centrocampo, qualità espressa al meglio più volte da Bonaventura, presuppone tuttavia l'impiego di uno tra il numero 10 e il numero 11 milanista. In attesa di un mercato che, se definitivamente arricchito dai capitali provenienti da Bee, potrebbe portare a Milanello nuovi rinforzi (oltre alla difesa) tra centrocampo e attacco.

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