Con Pioli meno rischi e meno parate: i motivi che hanno portato Gigio a fare lo "spettatore"

06.12.2019 19:00 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Con Pioli meno rischi e meno parate: i motivi che hanno portato Gigio a fare lo "spettatore"

La gara contro il Parma, vinta (con merito) all'ultimo respiro dal Milan, è stata la settima panchina di Pioli contro il Milan, sette partite come quelle di Giampaolo prima dell'esonero. Se il numero di punti sta premiando l'allenatore abruzzese (9 contro gli 8 del collega), da altri dati si riconosce il miglioramento sensibile della formazione rossonera che, va detto, fino a quel momento aveva incontrato tre delle ultime cinque in classifica e solo una big, l'Inter.

CALANO LE PARATE - Se analizziamo il numero di parate di Donnarumma e Reina nelle prime quattordici di campionato, ci accorgiamo che, da Udine e Genova, gli interventi dei due portieri sono stati 23 (cinque dello spagnolo contro il Grifone). Nelle restanti sette gare, con Pioli alla guida, si contano invece 19 interventi, quattro in meno, nonostante il Milan abbia incontrato Roma, Lazio, Juventus e Napoli, due delle quali in trasferta. Contro il Parma, inoltre, Donnarumma non ha dovuto fare neanche una parata, mai successo nell'arco della stagione. Gigio ha fatto lo "spettatore" al Tardini, intervenendo solo a gioco fermo, e questo non può essere un caso.

I MOTIVI - Non si può certo gridare al miracolo per il bilancio di Pioli, tutt'altro, ma non si può non notare la maggior stabilità dei rossoneri, capaci di rischiare meno anche contro le prime della classe. I motivi? Sicuramente ha influito la continuità tattica imposta dal tecnico emiliano, il quale, dopo aver riproposto il 4-3-3, ha anche stabilito le gerarchie nei ruoli focali, uno su tutti il regista. Contro Lecce e Roma le parate di Gigio sono state 9 con Biglia in campo (a cui si aggiungono le 4 con il Napoli), mentre con Bennacer il portiere campano ha dovuto intervenire solo 8 volte in quattro partite. Oltre alla scelta dell'algerino ha sicuramente influito la più semplice organizzazione, oltre ai miglioramenti in sede mezz'ali e soprattutto terzini, ruoli in cui Theo e Conti sono diventati due fattori. Domenica, contro il Bologna, si attende dunque una conferma di questi aspetti, nella speranza che possa migliorare anche il vero punto debole di questa squadra, ovvero la capacità realizzativa.