Correa, l'Angelito benedetto da Papa Francesco: il calcio come via di fuga a difficoltà e violenza

21.07.2019 19:10 di Fabio Anelli Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Correa, l'Angelito benedetto da Papa Francesco: il calcio come via di fuga a difficoltà e violenza

Quella di Angel Correa, all’anagrafe Ángel Martín Correa Martínez, è una storia già sentita: quella del calcio come salvezza, alternativa, ad una vita fatta di violenza, povertà e criminalità. Angelito, così è soprannominato, nasce nel 1995 a Rosario, la stessa città in cui è nato un altro argentino: Leo Messi. Cresciuto nel quartiere povero di Les Flores con dieci fratelli, Correa si è trovato a fare i conti con la sofferenza fin da piccolo, viste le morti del padre e di un fratello. Il pallone ha rappresentato l’opportunità della vita, o meglio, l’opportunità di cambiarla, non finendo in quel mondo fatto di droga e violenza così vicino. “È molto difficile quando vieni da un quartiere povero, tutto ti costa il doppio, tutti provano ad abbatterti, ti dicono che finirai per essere un tossicodipendente o in prigione. Però, ho dimostrato che ci sono persone nel quartiere che non finiscono così, con l’impegno è tutto possibile”, così in un’intervista del 2015 a Infobae, Correa parlava della sua infanzia.

IL SAN LORENZO – Seguendo le speranze del padre, Angel Correa a sei anni ha iniziato a giocare in una squadra locale, prima di passare all’età di dodici anni al San Lorenzo. I Cuervos sono stati la prima, vera, svolta nella vita di Correa. Il classe 1995 colleziona oltre 50 presenze in un anno con la maglia rossoblù, mettendosi in mostra e attirando su di sé l’interesse di squadre europee. Tra queste, c’è anche l’Atletico Madrid che nel maggio del 2014 riesce ad acquistarlo per 7,5 milioni di euro. Ma, prima di passare in Spagna, un altro evento ha segnato Correa: l’incontro con il cardinale Bergoglio, non ancora Papa, nel 2013, insieme ad altri sportivi.

IL TUMORE – La sfortuna non ha risparmiato Correa in questi anni. La sua prima stagione all’Atletico Madrid si è, infatti, conclusa senza nessuna presenza in campo. Due mesi dopo il suo approdo in Spagna, nel luglio del 2014, ad Angelito viene diagnosticato un tumore benigno al cuore, che lo costringe a volare d’urgenza a New York dove viene operato. Ritornerà sul campo soltanto a fine anno, vincendo da capitano il Sudamericano U20 ed esordierà con l’Atletico nell’agosto del 2015.

NEL NOME DI AGUERO – In Argntina Correa è paragonato a Segio Aguero per la velocità di dribbling e l’abilità nel calciare. Ma non è tutto, nei suoi cinque anni all’Atletico Madrid, Angel ha dimostrato ottime capacità di inserimento, rendendosi un importante punto di riferimento per i propri compagni nella manovra offensiva. Il classe 1995 non rientra nei piani di Simeone e per questo lascerà l’Atletico Madrid, dopo una stagione poco felice che lo ha visto segnare soltanto tre reti. Nel complesso, con i Colchoneros Correa in cinque anni ha collezionato 188 presenze, impreziosite da 30 reti. Abile nel giocare da trequartista, mezz’ala o seconda punta, Correa, cercato l’estate scorsa dal Barcellona, sarebbe un rinforzo molto gradito a Marco Giampaolo. Milan e giocatore hanno già raggiunto l’accordo, che manca con l’Atletico. Gli spagnoli chiedono 50 milioni, i rossoneri non vogliono superare i 40. Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi importanti.