Dalla A alla Z, l'alfabeto riassuntivo del 2015 del Milan
Si sta per concludere un altro anno, 365 giorni nei quali vi abbiamo tenuto compagnia ad ogni ora del giorno e della notte. Mentre ci accingiamo ad iniziare il 2016, ecco a voi l’alfabeto del 2015, dalla A alla Z, del Milan dove abbiamo ripercorso protagonisti, eventi e luoghi di un’annata decisamente poco soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Buona lettura e vi auguriamo un buon anno.
A - come Arcore: nel 2015 villa San Martino è stata teatro di numerosi eventi riguardanti il futuro del Milan. Dalle riunioni con Bee ai vertici tra Berlusconi e Galliani per scegliere il nuovo allenatore, fino ad arrivare alla cena in cui Mihajlovic venne scelto.
B - come Berlusconi: il presidente, dopo anni di semi anonimato e di sparate dal nulla, è tornato ad essere comunque protagonista delle vicende rossonere. Dalla trattativa per la cessione del 48% del club fino al mercato, dove ha investito 86 milioni di euro, il 2015 lo ha visto in prima linea..
C - come Closing: più volte rimandato a seguito di vari intoppi nella trattativa tra Bee e Fininvest. L’augurio, vero, è che le contrattazioni posano trovare un lieto fine o, comunque, un epilogo nei prossimi mesi.
D - come Donnarumma: il suo 2015 è stato praticamente perfetto. Partito negli Allievi Nazionali, ha subito scalato la gerarchia dei portieri in Primavera fino ad approdare in prima squadra dove, da due mesi, è diventato il titolare della porta. Il futuro del Milan in quel ruolo è certamente suo.
E - come El Shaarawy: tornato in campo in primavera dopo mesi di calvario, Stephan non è più rientrato nei piani tecnici di Mihajlovic ed ha scelto di andare al Monaco. Purtroppo per lui e per il Milan, i monegaschi hanno deciso di non effettuare il riscatto e gennaio sarà un mese decisivo per lui, che non tornerà in rossonero.
F - come Final Eight: nonostante un grande gioco espresso sia dalla Primavera che dagli Allievi Nazionali, anche nel 2015 il settore giovanile del Milan ha visto sfumare alle fasi finali l’obiettivo di mettere in bacheca uno scudetto a livello giovanile che manca dal 2011.
G - come Galliani: l’amministratore delegato rossonero, mai messo sotto accusa dalla piazza come quest’anno, è stato comunque uno dei protagonisti del 2015, con scelte azzeccate ma anche con diversi errori.
H - come Honda: il giapponese non ha reso per quello che si sarebbe aspettato nemmeno nel 2015. Sempre incisivo in nazionale, sporadico e poco continuo in rossonero.
I - come Inzaghi: l’anno solare che si sta per concludere è iniziato sotto i migliori auspici da parte di Super Pippo che, invece, non è riuscito a dare una vera identità alla squadra che, alla fine, lo ha scaricato.
L - come Lopez: un anno a due facce per il portiere spagnolo. I primi sei mesi dell’anno a tenere a galla una zattera sull’orlo del naufragio, la seconda metà, invece, alle prese con lo scarso feeling con Mihajlovic e con il problema al ginocchio che lo ha colpito e che gli ha fatto perdere il posto.
M – come Mihajlovic: in estate il Milan doveva scegliere tra un allenatore in grado di dare un gioco alla squadra e uno che riportasse a Milanello i valori della disciplina e del lavoro quotidiano. Sinisa ci è riuscito e adesso dovrà portare il suo Milan ad un livello superiore.
N – come Napoli: è la squadra contro la quale il Milan ha fatto le figure peggiori nel corso dell’anno solare. 3-0 al San Paolo con Inzaghi e uno storico e umiliante 0-4 a San Siro a fine settembre.
O - come Ostinazione: è quella che ci ha messo Barbara Berlusconi nel progetto relativo allo stadio. Tanti i mesi nei quali l’ad ha messo a punto la sua strategia, salvo poi non riuscire a portarla a termine.
P - come Parole: tante, forse troppe, le dichiarazioni ottimistiche da parte della dirigenza rossonera, con in primis Berlusconi, in merito ad una auspicata rinascita del Milan dal punto di vista tecnico che, invece, non si è verificata.
Q - come Quartiere rossonero: l’idea di costruire lo stadio al Portello davanti a Casa Milan avrebbe portato quella zona di Milano ad essere un vero e proprio quartiere a tinte milaniste. Invece non sarà così.
R - come Romagnoli: Mihajlovic lo ha voluto fortemente, il Milan lo ha pagato a peso d’oro, ma l’investimento fatto sembra fruttare come sperato. Alessio, nel giro di pochi mesi, è diventato il leader della difesa e uno dei punti di riferimento della squadra nonostante la sua giovane età.
S - come Stadio: la grane delusione del 2015 è il fallimento del progetto relativo allo stadio. Tutti, nel mondo Milan, ci avevano fatto la bocca ad una casa tutta propria senza coabitazione con l’Inter. Il progetto, al momento, è riposto in un cassetto, ma non è da escludere che nel nuovo anno, il faldone venga rispolverato cercando una nuova area.
T - come Tassotti: lo storico vice allenatore milanista, dopo oltre 14 anni di panchina, ha cambiato mansione, abbandonando il campo e gli allenamenti per dedicarsi alla visionatura dei giovani in prestito.
U - come Ultima spiaggia: dicitura spesso utilizzata e, forse, abusata nei confronti della squadra e degli allenatori che si sono seduti sulla panchina rossonera.
V - come Vio: lo specialista (?) delle palle inattive, fortemente voluto da Inzaghi, non è riuscito a ottenere gli effetti sperati con i suoi schemi innovativi. A giugno, insieme al resto dello staff di Inzaghi, è stato sollevato dall’incarico e la beffa è che con Mihajlovic il Milan ha segnato ben 7 gol, tra angoli, punizioni dirette e indirette, in 17 partite. Più di quanto fatto nell’arco dell’intera stagione scorsa.
Z - Come Zlatan: il grande sogno, cullato per almeno un mese e mezzo, è stato il ritorno di Ibrahimovic al Milan e le recenti dichiarazioni di Verratti non hanno fatto altro che aprire ulteriormente una ferita mai rimarginata dall’estate 2012 ad oggi.
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