Dalle ammissioni di Inzaghi all'interpretazione del ruolo: un addio che lascia l'amaro in bocca

Dalle ammissioni di Inzaghi all'interpretazione del ruolo: un addio che lascia l'amaro in boccaMilanNews.it
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martedì 2 giugno 2015, 22:01Primo Piano
di Matteo Calcagni

A scanso di sorprese impronosticabili, l'avventura rossonera di Nigel de Jong potrebbe essersi conclusa sabato sera a Bergamo. Il centrocampista olandese, arrivato al Milan nell'estate del 2012, andrà in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno e difficilmente andrà al rinnovo. Le motivazioni appaiono molteplici: da un lato le ambizioni del giocatore, voglioso di provare una nuova avventura (anche se nelle ultime ore non è stata scartata l'ipotesi permanenza), dall'altro la volontà del club rossonero di cambiare faccia alla propria mediana partendo da nuovi giocatori.

L'AMMISSIONE DI INZAGHI - Nel postpartita dell'Atleti Azzurri d'Italia, intervistato da Sky Sport, a domanda specifica su de Jong, Inzaghi ha lasciato intendere qualcosa tra le righe, sia sul futuro dell'orange sia sulla propria visione di vertice basso di centrocampo: "Faccio giocare i calciatori che la società mi mette a disposizione. De Jong è un vertice basso con determinate caratteristiche, nonostante fosse in scadenza ha sempre dato tutto e non gli posso imputare nulla". Il tecnico piacentino avrebbe probabilmente preferito un altro tipo di giocatore da piazzare davanti alla difesa, un giocatore più tecnico che potesse dettare i tempi di gioco.

ADDIO E RESPONSABILITA' - Non bisogna però "incolpare" de Jong di quella che è una totale responsabilità della società rossonera. L'olandese, ottimo interditore e guerriero della mediana, non è quasi mai stato affiancato da un centrocampista capace di costruire ed agevolare la manovra. L'unico ad averlo fatto è stato Montolivo, ma raramente in coppia con l'ex Manchester City: nei momenti di massima forma del bergamasco de Jong era infortunato e viceversa, per una "coppia" che ha faticato ad unirsi. De Jong partirà e Montolivo resterà, ma dovrà fare i conti con quasi un anno di inattività, intervallato da una manciata di presenze tra dicembre e gennaio. Il Milan dovrà quindi ragionare bene sul proprio centrocampo, senza illudersi che il solo addio dell'olandese sia sufficiente per rinvigorire tecnicamente il reparto. Resta l'amaro in bocca di non aver potuto sfruttare in maniera più congrua alcuni dei migliori anni della carriera di de Jong.