E' (ancora) questione di cuore e resilienza, costante stagionale e vera qualità di questo Milan
A salvare tutto è stato, ancora una volta, lui. Quell'elemento in grado di emergere in più di una situazione semi compromessa (o quasi) per guadagnare punti importanti, mantenere il sesto posto (pur con un vantaggio ridotto di due lunghezze rispetto a prima) e tentare di centrare, tra un calo fisico evidente ed una rosa priva di tanta qualità, l'obiettivo Europa League. E' il cuore il vero pregio di questo Milan, capace di uscire indenne da una trasferta di Bergamo a dir poco fondamentale con l'ennesima rete segnata nel finale di gara: ulteriore segnale di come, al di là di ogni difficoltà oggettiva di uomini a disposizione e conseguente, scarsa produttività in campo, la squadra di Montella riesca sempre a non darsi per vinta negli ultimi minuti. Per una costante stagionale che, tentando di tornare finalmente al successo nelle restanti due gare di campionato, potrebbe valere davvero oro.
IL MOMENTO - Costretto ad inseguire nel punteggio per la quinta volta consecutiva, dopo essere già andato sotto contro Inter, Empoli, Crotone e Roma, il Milan si è ritrovato ancora una volta a dover recuperare per non perdere punti fondamentali nella corsa a tre per il sesto posto. La rete segnata a 3' dallo scadere giunge al termine dell'ennesima gara in cui i rossoneri hanno palesato grandi difficoltà nella costruzione (nonchè nella finalizzazione) delle poche occasioni da gol create: limite evidente di un undici che ieri, tra novità sperimentate da Montella e rotazioni corte, ha visto Suso agire in maniera più decentrata ed arretrata rispetto al solito, affidando agli spunti di uno stanco Deulofeu le uniche, scarse chances di creare superiorità o situazioni pericolose. La tendenza a non esporsi troppo degli esterni di centrocampo, tra un Kucka fuori ruolo e sempre più in calo e un De Sciglio, per caratteristiche, tutt'altro che offensivo, hanno portato così il Milan a tentare di attaccare la porta atalantina per vie centrali, come spesso accaduto con Lapadula e Pasalic: e al di là le palle gol create, contate sulle dita una mano, è stata ancora una volta la voglia di non mollare a far la differenza. Premiata allo scadere e vero pregio che, a partire dalla prossima stagione, dovrà essere necessariamente dotata anche di tanta qualità in più.
LE SITUAZIONI - Non dire gatto...se non ce l'hai nel sacco. Almeno contro il Milan, capace di segnare il 45% delle reti nell'ultima mezz'ora (24 su 53) e ben 9 gol decisivi per conquistare punti negli ultimi 10' di gioco: da Bacca, contro Sampdoria e Cagliari, a Lapadula, contro Palermo e Crotone, passando per la rete di Pasalic a Bologna, l'assolo di Suso contro la Lazio, l'incredibile rimonta firmata Romagnoli-Zapata nel derby e l'1-1 di Deulofeu contro l'Atalanta. Una capacità di restare mentalmente in partita, fino alla fine e in situazioni difficili, dimostrata anche dalle rimonte contro Sassuolo e Torino, completate prima degli ultimi 600 secondi di gara e complicate, in precedenza, da doppi svantaggi all'apparenza irrecuperabili. Nulla di impossibile, invece, per una squadra che non può certo accontentarsi di ciò che sta mostrando ora, in un grande periodo di tante difficoltà: ma che può esser parzialmente soddisfatta per aver dimostrato una qualità che, in special modo nelle ultime stagioni, non era mai emersa. Questione di cuore e resilienza: arma che potrebbe risultare decisiva per riportare finalmente il Milan a respirare aria d'Europa.

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