Equivoci tattici ed una coperta inaspettatamente corta: i frutti del mercato non brillano e il Milan precipita

Equivoci tattici ed una coperta inaspettatamente corta: i frutti del mercato non brillano e il Milan precipitaMilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
lunedì 30 ottobre 2017, 20:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

L'ottobre rossonero si è chiuso con l'ennesima sconfitta da digerire, l'ennesima prestazione da "salvare" senza però alcun corrispettivo in termini di punti e classifica, mentre le avversarie del Milan volano verso lidi e vette che paiono già irraggiungibili. E vedere la Champions col binocolo, dopo sole undici giornate di campionato, è davvero un brutto colpo per l'intero ambiente meneghino. Le squadre nuove hanno bisogno di tempo e spazio per collaudarsi, ma nessuno si aspettava che questo Milan potesse fare peggio rispetto a quello dello scorso anno.

SCONFITTE NON EPISODICHE - Il tonfo contro la Juventus è un episodio comprensibile, quasi tollerabile, ma le quattro sconfitte negli scontri diretti non possono più definirsi episodi o semplice sfortuna. Se escludiamo lo scivolone di Genova e lo 0-0 in inferiorità numerica contro il Grifone, il Milan è finora caduto soltanto con avversarie di alto livello, aspetto che deve fare riflettere in maniera approfondita. Probabilmente i rossoneri non sono allo stesso livello delle dirette concorrenti, ma c'è di più. Non si può dire che la formazione dello scorso anno fosse più forte rispetto alle varie big, eppure i risultati arrivavano, le prestazioni arcigne anche. Da un lato forse c'è la sopravvalutazione della rosa e del mercato, dall'altra un'emorragia di tenacia e leadership. Montella è riuscito a trovare la quadratura giusta dal punto di vista del modulo, ma uno schema funzionale non può risolvere tutti i problemi e "risorgere" certi giocatori.

EQUIVOCI TATTICI - I vari Bonucci, Biglia, Calhanoglu e Kalinic stanno rendendo meno del previsto, così come Kessie, la cui alternanza tra dominanza e sbadataggine sta creando non pochi grattacapi alla mediana rossonera. Che i giocatori possano attraversare periodi di calo è comprensibile, ma l'aspetto preoccupante è che finora nessuno dei nuovi arrivati abbia sinceramente brillato. L'unico, al momento, è Fabio Borini, probabilmente l'acquisto meno chiaccherato e quello che ad oggi sta offrendo un contributo costante e positivo sul terreno di gioco. Ma il vero problema è relativo alla conformazione della rosa ed alcuni equivoci tattici che ne conseguono. Suso era e resta il giocatore più forte a disposizione di Montella, perché dunque si è costruita una squadra che lo costringesse ad "emigrare" in un'altra posizione? Ora giustamente lo spagnolo è tornato al suo posto, ma per fare ciò si va a sacrificare, a turno, uno dei centravanti profumatamente acquistati in estate, mentre a centrocampo l'Aeroplanino non dispone di ricambi per una coperta eccessivamente corta. Biglia, Kessie, un Bonaventura falcidiato dai problemi muscolari, seguiti dai soli Locatelli e Montolivo, non propriamente delle mezz'ali. Tutto ciò ha obbligato il tecnico campano ad affidarsi al 3-4-2-1 (che non valorizza particolarmente l'ivoriano), unico modulo possibile in questo momento, ma non quello su cui si era lavorato in estate prima e ad inizio stagione poi. E se i risultati non arrivano anche questo è uno dei motivi.