ESCLUSIVA MN - Civitarese (mental coach): "Vi spiego il rapporto tra mente e mercato"

15.07.2019 21:00 di Redazione MilanNews Twitter:    Vedi letture
Fonte: intervista di Luca Paglia
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Civitarese (mental coach): "Vi spiego il rapporto tra mente e mercato"

In esclusiva per MilanNews.it parla Roberto Civitarese, mental coach di diversi calciatori professionisti tra i quali Lorenzo De Silvestri, Zigoni, Lazaar, ci spiega il filo rosso che unisce le dinamiche tra mente ed operazioni di trasferimento nella delicata fase del calciomercato.

Nella tua lunga carriera nel tuo ruolo ti sei ritrovato spesso ad affrontare situazioni delicate legate al mercato, soprattutto in profili giovani e di talento. Il Milan di giovani di qualità tra le sue fila ne ha diversi; uno su tutti Cutrone. Come può agire questa pressione sulla testa di un giovane emergente?

"Quando si creano grandi apettative su un giovane calciatore spesso ci si aspetta che i risultati siano immediati. Per varie ragioni poi può accadere che i risultati tardano ad arrivare o arrivino in maniera altalenante, e soprattutto in un giovane è normale che accada. Questo, unito alle voci di un eventuale trasferimento, può innescare nella mente del calciatore la creazione di dubbi. Dubbi circa le proprie qualità e soprattutto sul futuro. Alimentando questi pensieri si crea un circolo vizioso che rallenta il processo di crescita a volte in modo irreversibile.
Vale la pena ricordare che nel calcio, come in altri ambiti, il processo di miglioramento e di crescita richiede tempo".

Boban e Maldini sono al lavoro in maniera fitta, concentrando le loro forze sull'individuazione delle pedine migliori dal punto di vista tecnico ma allo stesso tempo funzionali a quelle che sono le esigenze del mister. La scelta di un calciatore si basa solo su questi aspetti o c'è, nel momento delle valutazioni di mercato, un meccanismo che porta a scegliere un calciatore anche dal punto di vista caratteriale?

"Diciamo che l'aspetto tecnico è sicuramente l'elemento primario da tenere in considerazione durante il mercato, ma ovviamente nell'individuazione di un profilo si tengono conto anche di altri fattori ed aspetti altrettanto importanti come la solidità mentale. Fare una valutazione sulla personalità e sul carattere del calciatore è abbastanza complesso e richiede soprattutto una certa competenza per poterlo fare in maniera approfondita. Tuttavia è possibile che si vada a verificare come il calciatore ha reagito ai momenti di difficoltà nel passato recente. Se un giocatore ha un atteggiamento positivo, propositivo e costruttivo anche nei momenti no, allora è certamente un elemento sul quale vale la pena credere".

Andre Silva torna in una società in cui non è riuscito a dare molto. Come si affrontano a livello mentale questi "coming back"?

Queste situazioni sono frequenti nel mercato, e ovviamente hanno una influenza sulla mente e sulle prestazioni del calciatore. Tornare in una squadra in cui si sono vissute situazioni o si hanno ricordi piacevoli ha il vantaggio di far rivivere stati d'animo positivi e di conseguenza predisporre il calciatore a vivere una stagione altrettanto positiva. Non sempre il ritorno in ambienti che sono stati negativi comportano però un'influenza sulle sue prestazioni e sulla sua mente. Unico aspetto negativo,da gestire, è vivere il ritorno al passato come un fallimento del presente. Il modo migliore per affrontarlo è viverlo come un trampolino di lancio per un futuro ancora più ricco di soddisfazioni professionali e sportive.

Il Milan ad oggi ha ufficializzato l'arrivo di Rade Krunic e presto dall'Empoli potrebbe arrivare anche il classe '97 Bennacer. Come si adatta a livello mentale e comportamentale un calciatore che da una squadra piccola come l'Empoli, passa in una big come il Milan? e soprattutto (vedi Krunic) ritrovare un allenatore che lo ha già allenato quanto può influire sul suo rendimento?

"Un calciatore ambizioso e consapevole delle proprie qualità vive il trasferimento come una tappa importante per la propria crescita. Il fatto di approdare in una big sicuramente mette un po' di pressione che però con la giusta dose di attenzione si può trasformare in energia positiva. Ovviamente per fare questo è importante avere l'atteggiamento di chi vuole imparare dai campioni, di chi vuole costantemente migliorare, di chi vuole mettere in gioco tutto se stesso per dimostrare di poterci stare. Il rischio piuttosto è quello di adagiarsi e di sentirsi arrivato e questo è molto frequente soprattutto per i giocatori più giovani e meno esperti. Per quanto riguarda ritrovare un allenatore con il quale si ha già lavorato, questo influisce in maniera positiva se ad egli si ricollegano esperienze positive; in linea di massima però ritrovare una figura in cui si ha già fiducia accelera sicuramente il processo di adattamento".

intervista di Luca Paglia