Gazzetta - Brocchi: “Ecco cosa mi ha chiesto Berlusconi, il mio futuro non dipende dalla Coppa. Nessuno mi sta giocando contro”

Gazzetta - Brocchi: “Ecco cosa mi ha chiesto Berlusconi, il mio futuro non dipende dalla Coppa. Nessuno mi sta giocando contro”MilanNews.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 18 maggio 2016, 08:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Da quando è stato scelto per sostituire Sinisa Mihajlovic sulla panchina del Milan, Cristian Brocchi è stato spesso criticato perché la sua squadra non è riuscita a ripetere i risultati positivi che stava ottenendo il serbo. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, il tecnico rossonero ha però spiegato che la sua missione era un’altra: “Nella cena di Arcore il presidente mi ha chiesto di riportare la squadra ai concetti di gioco con i quali il Milan era diventato grande. Mi ha chiesto di ridare una mentalità milanista. Vorrei parlare con tutti: dal magazziniere all’ultimo dei giardinieri. Ma in 40 giorni come faccio? Ho dovuto quindi concentrarmi sulle cose più urgenti, pur senza entrare a gamba tesa. Da due anni e mezzo il Milan gioca in difesa e riparte: bisognava cambiare, possibilmente in fretta. Non sono pazzo, sprovveduto, presuntuoso. Se mi avessero chiesto di fare più punti possibile, avrei operato diversamente. Se mi sono pentito di aver accettato? Assolutamente no. Nessuno pensa di non essere all’altezza, soprattutto se è una persona intelligente, che lavora, che ha passione e rispetta chi da vent’anni lo fa vivere bene. Io ho sputato sangue per questa maglia e continuo a farlo. Quando ho sentito Berlusconi? Stanotte. Mi ha chiesto come andava e mi ha detto che verrà a trovarci prima della finale. Mi sono preso del lecchino, dell’incompetente e ogni altro insulto. Ma il presidente non mi ha mai detto di far giocare questo o quello”.

ESSERE DA MILAN - Negli ultimi giorni, si è spesso parlato del fatto che alcuni giocatori sembrano giocare contro Brocchi, il quale ha commentato così queste voci: “Se qualcuno mi gioca contro? No, se avessi questa sensazione interverrei. Io credo che i giocatori vadano valutati su quattro componenti: tattica, tecnica, fisica, mentale. E il rendimento è alto se le quattro componenti sono più o meno in equilibrio. Io sono qui anche per far capire ai giocatori cosa significhi essere al Milan”.

FUTURO DA ALLENATORE - Non poteva poi mancare una domanda sul suo futuro: “Non credo dipenda dalla finale - spiega Brocchi -. Se anche dovessi vincere, dopo l’euforia iniziale sentirei le solite cose: ‘Non è all’altezza, eccetera’. Non penso al dopo-finale. In ogni caso di quest’esperienza mi resterà la consapevolezza di essere un allenatore. Sono convinto che il lavoro che propongo, se fatto nei tempi giusti, può portare dei risultati. E dopo i primi 35 giorni da allenatore del Milan mi sento ancora più forte caratterialmente”.