Gazzetta - Milan, Boateng ultimo flop: questa squadra non può sostenere un trequartista
Il Milan ci è ricascato. Evidentemente, l’esperienza di Sinisa Mihajlovic non è servita. E così, dopo il serbo, anche Cristian Brocchi ha deciso di adottare il modulo tanto caro al presidente Silvio Berlusconi: il 4-3-1-2. Il problema, però, come evidenzia stamane La Gazzetta dello Sport, è che questa squadra non è in grado di supportare efficacemente il sistema di gioco con il trequartista. È una questione di singoli, o meglio, di interpreti.
BOA FLOP - Berlusconi - scrive la rosea - sapeva di trovare in Brocchi un sostenitore del rombo di centrocampo. Paradossalmente, è proprio questa sintonia tecnico-tattica tra il neo allenatore rossonero e il patron a risultare "dannosa", perché porta il primo a disporre il Milan come piace al secondo. E a proposito di feeling controproducente, ecco un altro esempio efficace: l’impiego di Kevin-Prince Boateng contro il Carpi, una scelta non certo imposta dall’alto (il ghanese è uno dei preferiti del Cavaliere), ma condivisa. Brocchi, infatti, sperava di trovare nel Boa quel trequartista fantasioso e fuori dagli schemi che gli serve, ma l’esperimento è fallito sotto gli occhi di un San Siro imbufalito.
BIVIO - Il problema trequartista, dunque, continua a restare attuale. Boateng non è in condizione, così come Jeremy Menez, che l’ex Mihajlovic sperava di schierare proprio fra le linee. Giacomo Bonaventura è il più dinamico, ma non ha i tempi corretti, mentre Keisuke Honda - sottolinea la Gazza - interpreta il ruolo, diciamo così, un po’ all’antica, cosa poco gradita a Brocchi. Insomma, il mister è a un bivio: andare avanti con Jack o passare (anzi, tornare) al 4-3-3.

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