Ibrahimovic e quel "no" che ha impedito il ritorno: quello che poteva essere e non è stato

Ibrahimovic e quel "no" che ha impedito il ritorno: quello che poteva essere e non è statoMilanNews.it
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martedì 10 novembre 2015, 16:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Cosa poteva essere e non è stato... Tanti tifosi rossoneri lo avranno pensato, leggendo le ultime dichiarazioni di Zlatan Ibrahimovic. Il campione svedese, intervistato da "La Gazzetta dello Sport", ha parlato del recente interesse da parte del Milan e la decisione, finale, di restare a Parigi: "L'estate scorsa c’è stata un’offerta concreta del Milan. Se io avessi detto sì, avremmo fatto l'affare. Ma non siamo mai arrivati fino a quel punto, non era quello che volevo. Però ero grato al Milan. Per me è il club più grande in cui abbia mai giocato. E io ho giocato in tanti club importanti. Ma il Milan non ha paragoni: come lavorano, l’organizzazione... E poi che squadra fantastica avevamo".

IBRA HA DETTO NO - Parole dolci quelle di Zlatan, sempre propenso a commentare entusiasticamente il suo percorso in rossonero, iniziato nell'agosto del 2010 e conclusosi nel luglio del 2012. Eppure quella storia poteva continuare, rinvigorirsi con un nuovo importante capitolo. Il Milan lo voleva fortemente, di nuovo, probabilmente ci ha anche creduto, ma l'operazione sognata dai più non si è concretizzata. Il problema, come in molti sospettavano, era dovuto anche alla volontà del calciatore, legato ad un contratto faraonico al PSG, seppur agli sgoccioli. Ibrahimovic non se l'è sentita di tuffarsi a capofitto in questo nuovo corso rossonero, forse per ragioni economiche, forse per questioni tecniche e di ambizioni.

IL MILAN CON ZLATAN - Cosa sarebbe cambiato con un "sì"? Il Milan probabilmente non sarebbe andato su Balotelli - che fino all'infortunio si stava comportando più che bene in campo - (ri)costruendo la propria squadra sulle spalle dello svedese. Sarebbe stato sufficiente il nativo di Malmoe per rialzare la formazione rossonera? Complicato dirlo, ma è evidente che un giocatore così dominante avrebbe fatto la differenza e portato tanto fieno in cascina, togliendo più di un grattacapo a Mihajlovic. Il tecnico serbo ha dovuto provare e riprovare moduli e sistemi di gioco, cambiando gli interpreti per ottenere risultati più soddisfacenti. Con Ibrahimovic sarebbe stato tutto più semplice, forse troppo, ma quel "no" ha impedito il ritorno più atteso. Un ritorno che, a questo punto, difficilmente si materializzerà in futuro.