Il 4-3-1-2 di Brocchi e i benefici legati ai singoli: ora si attende la riprova più difficile
Nei giorni antecedenti a Sampdoria-Milan, prima di Brocchi sulla panchina rossonera, sussistevano molte perplessità sul modulo con cui i rossoneri sarebbero stati messi in campo. Il 4-3-1-2, provato e riprovato da Mihajlovic ad inizio stagione, aveva dimostrato di avere falle evidenti e grosse problematiche, soprattutto difensive: scarsa copertura ai terzini, difficoltà nel pressing avversario sul vertice basso, scarso apporto del trequartista alla manovra di costruzione e di conclusione. Inevitabile dunque cambiare, adottando un sistema di gioco meno spettacolare ma più funzionale nell'occupare il campo e gli spazi.
PROGRESSI - Il 4-3-1-2 visto a Marassi è stato una sorta di ibrido, considerando la posizione di Bonaventura che spesso tendeva ad allargarsi a sinistra e, parimenti, le sgroppate continuative di Kucka ad agevolare la fase offensiva e quella difensiva. Il risultato finale è stato soddisfacente, grazie soprattutto ad un secondo tempo giocato con coraggio. Non sono mancati i rischi e, da questo punto di vista, ci si chiede come possa essere attuabile questo modulo senza l'ausilio di Kucka, pezzo fondamentale della scacchiera rossonera, il quale salterà per squalifica la prossima sfida contro il Carpi.
PROVA DEL NOVE - Se si confronta la squadra di agosto/settembre e quella vista al Ferraris, è evidente che ci sia stato un miglioramento dal punto di vista di interpretazione del sistema di gioco. Merito a Brocchi per averci creduto, ma merito anche a Mihajlovic che, nel corso dei mesi, ha fatto crescere la squadra e migliorato alcuni difetti strutturali (non tutti) che la attanagliavano. Bisogna sottolineare che, nel 4-3-1-2 che fu, Montolivo era appena rientrato dall'infortunio e, nella maggior parte delle gare, ad essere impiegato fu un de Jong gravemente insufficiente. Ora si attende la riprova giovedì, contro una squadra che si scoprirà meno della Sampdoria, obbligando il Milan ad impostare continuativamente alla ricerca degli spazi giusti.

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