Il Milan non rompe la maledizione e saluta definitivamente la Champions: pagati gli errori e le assenze

Il Milan non rompe la maledizione e saluta definitivamente la Champions: pagati gli errori e le assenzeMilanNews.it
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domenica 6 marzo 2016, 19:13Primo Piano
di Matteo Calcagni

Sassuolo e Mapei Stadium continuano a rappresentare una maledizione per il Milan, anche quest'anno uscito mestamente dal campo emiliano. E pensare che, almeno nei primi minuti di gioco, l'approccio dei rossoneri era stato di alto livello: tante occasioni, diversi tiri in porta, un dominio territoriale piuttosto evidente. La rete di Duncan ha segnato di fatto il resto della sfida, con il Diavolo incapace di reagire e di rimettere a posto la partita. Neanche l'ingresso di Menez, nella ripresa, ha permesso ai rossoneri di svoltare, con il francese che ha dimostrato di essere ancora lontano dalla miglior condizione.

BAGARRE EUROPA LEAGUE - Una battuta d'arresto che spegne, questa volta definitivamente, i residui spiragli per la comunque utopica rincorsa al terzo posto. A dieci giornate dalla fine, a -9 dalla Roma, il Milan non ha alcuna speranza di recuperare. Troppi i punti persi nella prima fase del campionato, troppa la differenza qualitativa con la compagine giallorossa, la quale avrebbe lottato per lo scudetto senza la crisi attraversata nell'ultima fase della gestione Garcia. Campionato finito per i rossoneri? Assolutamente no. Il capitombolo emiliano ha portato i neroverdi a tre lunghezze dal Milan (con scontri diretti a favore del Sassuolo), costringendo i meneghini a non abbassare la guardia per non perdere l'Europa League.

PROBLEMATICHE ED ASSENZE - La brutta sconfitta emiliana è scaturita da diverse concause: da un lato il valore dell'avversario, dall'altro il demerito di non aver sbloccato la gara, sbagliando troppo sotto porta. Altra motivazione, evidente, è legata alle decisive assenze dell'undici rossonero: a partire da Abate, passando soprattutto per Montolivo e Niang. Il nativo di Caravaggio avrebbe senz'altro garantito maggior equilibrio in mezzo al campo, discorso simile per l'attaccante francese, giocatore che era di fatto fondamentale per il 4-4-2 di Sinisa. Non stiamo parlando di un campionissimo, ma di un giocatore che rincorreva l'avversario, difendeva, si proponeva e sapeva duettare con la punta di riferimento. Ad oggi nessuna punta rossonera può svolgere un lavoro simile, sia per caratteristiche sia per un discorso di forma fisica, vedi Balotelli e Menez.