Il Milan non si nasconde e sbandiera l'obiettivo: il terzo posto tra obbligo e impresa
Sei partite, undici punti, sette in meno della capolista e tre dal terzo posto. E' questo il primo bilancio del Milan di Inzaghi, convincente in fase offensiva ma ancora da registrare per quanto riguarda la difesa: pesano, in questo senso, i punti persi ad Empoli e Cesena, due gare che avrebbero potuto ampliare il bottino e migliorare la classifica. In tutto ciò, come spesso il tecnico piacentino ricorda, bisogna sottolinare le difficoltà nel ricreare un clima vincente in una squadra reduce da un ottavo posto. Per tale ragione SuperPippo non ha mai parlato di terzo posto, cercando di non mettere pressioni eccessive ad un gruppo che, passo dopo passo, sta cercando di crescere e costruire un cammino ben preciso. Diverso invece il messaggio della società che, in più di un'occasione, ha evidenziato l'obiettivo stagionale: il ritorno in Champions League.
IL NUOVO MESSAGGIO DI GALLIANI - "Il Milan, come obiettivo, ha quello di arrivare in Champions League. Lo abbiamo centrato 13 volte su 15. Il nostro obiettivo è quello di sempre". Messaggio forte è chiaro da parte di Adriano Galliani, intervistato dai giornalisti all'uscita dalla Lega Calcio. Sbandierare il proprio obiettivo può portare ad effetti positivi e/o negativi: da un lato si alimentano le convinzioni e l'autostima dei giocatori, dall'altra si rischia di eccedere nella pressione. L'egemonia di Juventus e Roma rende il terzo posto una sorta di "scudetto" per le altre contendenti, situazione che certamente non facilita il compito dei rossoneri, chiamati a rivaleggiare con un gran numero di squadre.
IL VALORE DELLA ROSA - Il mercato estivo ha sicuramente migliorato la squadra, cresciuta qualitativamente e non solo. Questo salto in avanti sarà sufficiente per arrivare davanti a club come Napoli, Fiorentina e Inter (-21, - 8 e -3 lo scorso anno)? Difficile dirlo ora, per di più vista la classifica piuttosto corta dopo sei giornate di Serie A. Più che un obiettivo questa rincorsa al terzo posto rischia di rivelarsi una vera e propria impresa, se consideriamo anche la presenza di squadre come la Lazio e le "sorprese" Udinese e Sampdoria. Il Milan deve sempre pensare in grande, per filosofia e immagine, ma in certi casi bisognerebbe anche provare a mantenere i piedi in terra e ragionare sul presente, soprattutto se la rosa, pur rafforzata, non può sicuramente dominare le sopracitate avversarie.

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