Il modulo migliore per affrontare il PSV: Allegri torna alle origini

Il modulo migliore per affrontare il PSV: Allegri torna alle originiMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 19 agosto 2013, 17:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Senza Honda, con Saponara ancora ai box e un Boateng non proprio idilliaco dietro le punte, Massimiliano Allegri non ha avuto dubbi: trequartista accantonato e ritorno al 4-3-3, riproposto a partire dalla seconda gara dell'Audi Cup a Monaco di Baviera. Ma in questa scelta c'è qualcosa in più della mancanza di interpreti: una decisione tattica, volta a rimpinguare la mediana e favorire la fase difensiva. I limiti del 4-3-1-2 si erano visti contro il Manchester City, in quegli orrorifici primi trentacinque minuti: attaccanti inermi, trequartista fuori dal gioco, terzini senza aiuti e costretti a fronteggiare (soli) almeno due avversari alla volta.

Il 4-3-3 non solo favorisce le qualità di El Shaarawy, ma permette anche una maggior copertura alla retroguardia, considerando che i due esterni offensivi trasformano il modulo in un 4-5-1 nella fase di non possesso. Contro il PSV Eindhoven, che fa delle iniziative sulle fasce la sua arma vincente, coprirsi lateralmente diventa inevitabile, permettendo maggiore respiro ai terzini rossoneri (coadiuvati anche dalla mezz'ala di riferimento, destra o sinistra). Se a questa miglior intesa tattica, aggiungiamo anche la maggior incisività offensiva del 4-3-3, sono chiari e comprensibili le motivazioni di questo ritorno alle origini.