Il problema realizzativo ora è evidente: tutto il complesso offensivo rossonero ha segnato quanto Immobile
Se escludiamo il 4-1 esterno contro il Chievo, dove l'attacco rossonero è riuscito a girare e creare numerose occasioni, il Milan è rimasto a secco in tutte le altre quattro partite disputate nelle ultime settimane: contro il Genoa, la Juventus e nella doppia sfida contro l'AEK Atene. Il problema del gol è dunque più che mai evidente, se consideriamo che, da poco più di un mese il Milan ha realizzato solo sei gol (concentrati in due partite).
A SECCO - Vincenzo Montella, nel postpartita di Atene, ha sottolineato che il Milan crea poco ma subisce meno rispetto al passato, il che può anche essere vero, ma resta il fatto che i risultati, senza gol, non possono arrivare. Restare a secco con Roma e Juve può essere comprensibile, non segnare in due gare contro l'AEK è decisamente più preoccupante. Lo 0-0 greco non ha compromesso in alcun modo la situazione rossonera nel girone, eppure certi campanelli (o meglio dire trombe) d'allarme non possono far dormire sonni tranquilli. Il quesito è molto semplice: il Milan non riesce a buttarla dentro per problemi legati al gioco o per semplice difficoltà dei suoi uomini offensivi?
NUMERI - In questi momenti sarebbe troppo semplicistico scagliarsi contro questo o quel giocatore, magari dopo una prestazione scialba od un'occasione mancata, soprattutto se il gol, nel sangue, non c'è o ancora non c'è. Perché è vero che André Silva ha segnato nove reti con la Nazionale maggiore, ma nell'ultimo campionato (portoghese) ha realizzato sedici reti da centravanti titolare. Anche lo stesso Kalinic, che resta sì un attaccante utilissimo, ha segnato al massimo quindici gol in un campionato, senza concorrenza. E Cutrone, che forse è più animale d'area rispetto agli altri due, è un classe '98. Oltre a questi tre giocatori c'è Suso, che può incrementare il bottino di gol, ma poi? Una manciata di realizzazioni può arrivare da Calhanoglu, Bonaventura, ma senza certezze di sorta. Finora questo gruppo di giocatori, contando sia il campionato che l'Europa League, ha segnato ventidue reti, escludendo preliminari e playoff scendiamo a diciassette. Il solo Immobile, nello stesso blocco di partite, ha segnato sedici gol. E in questo forse si comprende la differenza tra una squadra che sta volando ed una che invece arranca.

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