Il ritorno di Mancini spaventa il Milan: l’Inter può avere una scossa a livello mentale, ma non dimentichiamoci del campo
Una premessa è d’obbligo: i derby non sono partite come tutte le altre, sono gare imprevedibili, nelle quali può succedere di tutto. Non sempre, infatti, vince la squadra che è favorita e a volte diventano protagonisti giocatori di cui si parla poco alla vigilia: basta pensare ad esempio a Gianni Comandini, che non aveva mai segnato in Serie A con il Milan, ma nel famoso 6-0 dell’11 maggio 2001 siglò una doppietta che spianò la strada alla squadra allenata da Cesare Maldini (sono stati i suoi unici gol in campionato in maglia rossonera). In vista del derby di domenica sera alle 20.45 a San Siro, negli ultimi giorni si sta parlando molto del cambio in panchina dell’Inter, che ha sostituito Walter Mazzarri con Roberto Mancini, il cui ritorno sta preoccupando non poco i tifosi milanisti.
CAMBIO ALLENATORE - In casa rossonera, temono che la squadra nerazzurra possa avere una scossa importante dall’arrivo dell’ex tecnico del Manchester City: secondo molti, infatti, l’Inter potrebbe essere avvantaggiata dal cambio in panchina e avere una spinta in più nella gara contro il Milan. Anche Adriano Galliani, nelle ultime ore, ha spiegato: “Mancini? Lo dicono le statistiche europee: quando c'è un nuovo allenatore c'è sempre una scossa che dura 2-3 settimane e poi le cose tornano nella normalità. Ci sarà per noi qualche problema in più. Mancini una scossa la darà all'Inter”. Ad Appiano Gentile, sperano il ritrovato entusiasmo per il cambio di allenatore possa dare una mano dal punto di vista psicologico alla squadra nerazzurra, la quale però potrebbe allo stesso tempo trovarsi davanti ad altri problemi, soprattutto a livello tattico.
TRA DIFESA E CENTROCAMPO - Nelle ultime due stagioni, infatti, l’Inter, con Mazzarri in panchina, ha sempre giocato con la difesa a tre, mentre Mancini giocherà con la difesa a quattro (dovrebbe schierare un 4-3-1-2). Difendersi a tre o a quattro è diverso, come ha spiegato per esempio anche Giorgio Chiellini, difensore della Juventus, qualche giorno fa in conferenza stampa da Coverciano: “Tra la difesa a 3 e quella a 4 ci sono delle differenze: a tre i centrali giocano più offensivi, a quattro invece, con un uomo in più. giochi più di lettura, sei meno aggressivo”. Non sarà quindi facile per Mancini far assimilare i meccanismi difensivi ai propri giocatori in così pochi giorni. Il tecnico nerazzurro dovrà poi fare a meno di Gary Medel davanti alla difesa e quindi potrebbe essere costretto a mettere in campo contro il Milan una formazione molto offensiva, con Kuzmanovic davanti alla difesa, Hernanes e Guarin come mezzali e Kovacic nel ruolo di trequartista. Uno schieramento che potrebbe quindi avere poco equilibrio, visto che è un modulo nuovo dopo quasi due anni di 3-5-2. Nei derby non esistono mai favoriti, nei derby può succedere davvero di tutto.

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