L'ennesima occasione fallita per dimostrare di essere cambiati
Recidivo, colpevole, quasi svogliato: il Milan visto oggi contro l'Atalanta è paragonabile ad uno studente poco diligente che all'ennesima interrogazione dove può dimostrare di essere maturato, arriva colpevolmente impreparato. La prestazione offerta quest'oggi tra i banchi del Gewiss Stadium di Bergamo, infatti, è una scena muta incommentabile sia dal punto di vista del gioco che del carattere. Gli scolaretti rossoneri, continuando in questa metafora a sfondo scolastico, si sono dimostrati un agglomerato di individualità egoiste incapaci di contrastare l'armonia di gioco della classe del professore Gasperini. Una lezione di calcio e del concetto di squadra quindi quella dell'Atalanta al Milan per una formazione, quella dei rossoneri, abituata in passato ad essere insegnante di questi principi ed ora costretta a imparare e ad ascoltare da una delle squadre a cui invece insegnava.
APPROCCIO SBAGLIATO Negli ultimi anni una delle colpe maggiormente imputate ai giocatori rossoneri che si sono succeduti è stato l'approccio alle partite. Nei grandi match affrontati in questi anni, spesso, il Milan si è dimostrato arrendevole sin dall'inizio e così è stato anche oggi contro l'Atalanta. Ciò che stona e crea fastidio sia tra gli addetti ai lavori sia tra i tifosi è il fatto che la rosa rossonera non getti il cuore oltre all'ostacolo, non dimostri orgoglio o voglia di rivalsa nei confronti di situazioni di svantaggio o di inferiorità tecnica. La stessa Atalanta, per esempio, è la dimostrazione che la consapevolezza nei propri mezzi e l'organizzazione di squadra colmano le differenze tecniche con gli avversari più forti. E vero c'è da riconoscere che le pressioni tra Bergamo e Milano sono decisamente diverse ma è anche vero che il timore reverenziale degli attuali giocatori rossoneri non è una caratteristica che la rosa del Milan deve avere. "Vincere aiuta a vincere" è innegabile ma è anche vero che bisogna credere in sè stessi e non sbagliare approccio per ottenere una vittoria e i rossoneri, quest'oggi, non lo hanno dimostrato. E infatti hanno meritatamente perso.
OCCASIONE FALLITA Stefano Pioli, nel dopo partita, ha dichiarato come l'Atalanta fosse "il peggiore degli avversari da affrontare in situazioni di scarsa lucidità" e in questo senso il risultato l'ha dimostrato; i neroazzurri però, al tempo stesso, sarebbero potuti essere l'occasione perfetta per dimostrare di essere definitivamente cambiati nell'approccio alle gare e per sfatare il tabù di un Milan perdente con le grandi. Un'occasione quindi puntualmente persa a causa del già citato approccio sbagliato che è stato causa di una prestazione sottotono sia nei singoli che nella squadra. Sempre Pioli nella conferenza pre-gara chiedeva che la sfida contro l'Atalanta fosse giocata come se fosse "l'ultima loro partita" ma il risultato ha dimostrato chiaramente che la richiesta del tecnico emiliano non è stata recepita. In un'altra lettura della frase tuttavia, dopo le performances di oggi di alcuni giocatori, queste parole potrebbero trasformarsi in realtà: il Milan non tollera prestazioni del genere da parte dei suoi calciatori ragion per cui questa disastrosa gara potrebbe essere l'ultima in rossonero per alcuni di questi.
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