La fotocopia ripetuta di un calo normale ma irripetibile. Almeno per la prossima stagione...
Lo stesso déjà vu ripetuto, ancora una volta, gara dopo gara. Anche versione bianconera, in finale di Coppa Italia contro la Juventus, in una fotocopia riprodotta a tutti gli effetti in più di una circostanza. Che il Milan stia giungendo al termine di una stagione massacrante, che porterà i rossoneri a ben 56 gare giocate nell'arco di una sola annata, è un chiarissimo dato di fatto: sforzi che stanno finendo per pesare, gara dopo gara, soprattutto nei secondi tempi delle partite disputate dai rossoneri, capaci di togliere ulteriori energie, gioie e punti alla squadra di Gattuso.
COPIONE RIPETUTO - Dalla gara dell'"Olimpico Grande Torino", disputata il 18 aprile scorso, il Milan ha mostrato una generale tendenza a risentire delle fatiche accusate soprattutto dopo i primi 10/15' del secondo tempo in poi: palleggio e mantenimento del vantaggio contro i granata, almeno per il quarto d'ora iniziale della ripresa, fino a lasciare troppo campo alla squadra avversaria dal 60', culminato con le buone occasioni avute dalla squadra di Mazzarri pre e post pari di De Silvestri. Abbassamento e schiacciamento notevole, in campo, visto anche nelle partite contro Bologna (con tante chances di segnare sprecate, in avvio di ripresa, e un pizzico di sofferenza finale con il gol di De Maio) e Juventus, dopo un buon 1° tempo, passando per la gara di ieri contro l'Atalanta: post gol di Kessie, anche nel periodo di superiorità numerica, i rossoneri hanno infatti faticato a tenere il pallino del gioco, difendendo con fatica un vantaggio poi perso nel finale con il gol di Masiello.
CONSAPEVOLEZZA GATTUSIANA E SOLUZIONI FUTURE - "E' normale non potessimo andare sempre a quella velocità di qualche mese fa, ma quando ho preso la squadra i ragazzi non stavano in piedi. Ci sta un calo, abbiamo fatto un tipo di lavoro che ha portato beneficio e che dopo 50 partite è normale avvertire un po' di stanchezza". Parola di Rino Gattuso: la consapevolezza del risentire di una stanchezza ovvia, dopo il grande lavoro che ha portato il Milan ad una striscia di ben 13 risultati utili consecutivi tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League, rispecchiata da ciò che da poco meno di un mese a questa parte i suoi ragazzi stanno mostrando in campo. Soluzioni? Ad ora, con una sola gara da disputare per concludere la stagione, sostanzialmente nessuna: la voglia di ottenere il sesto posto, battendo la Fiorentina, per ricominciare al meglio l'ennesima annata da riscatto. Poi, toccherà al concetto di normalità e alla dirigenza intervenire per il bene del club: una preparazione adeguata sin dal primo giorno di ritiro, i cui positivissimi frutti si sono già visti dall'arrivo di Gattuso a metà anno, e la primaria necessità di trovare alternative valide e pronte agli stakanovisti da 40 o 50 partite a stagione, senza più ritrovarsi con la coperta corta. Per far sì che un'Europa League acciuffata per i capelli, per due anni consecutivi, non resti consuetudine di un club portato ad ambire a ben altri palcoscenici.

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