La pausa di riflessione sta per finire: da ferragosto lo sprint per il colpo finale

La pausa di riflessione sta per finire: da ferragosto lo sprint per il colpo finale
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
lunedì 7 agosto 2017, 15:30Primo Piano
di Pietro Mazzara

La pausa di riflessione di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli sta per finire. I due dirigenti, dopo aver dato vita ad un mercato ampiamente scoppiettante, che ha riempito le pagine dei giornali, i siti e le tv, hanno rallentato il ritmo in attesa dello strappo finale. Il duo ha concentrato le sue attenzioni sulla punta da regalare a Vincenzo Montella. Un nome importante, magari due, per rendere competitiva una rosa che ha già visto innalzarsi il tasso tecnico con i 10 innesti fin qui effettuati.

BORSINO -  Il novero dei nomi degli attaccanti emersi fino a questo momento è di un certo livello, tra soluzioni italiane (Belotti e Kalinic) e soprattutto straniere. E probabilmente arriverà da oltre confine il botto finale di questa intensa opera di rafforzamento della rosa. In netta discesa le azioni di Diego Costa, che in testa ha solo l’Atletico Madrid, ed in ossequio al mantra fin qui portato avanti dalla dirigenza milanista, un profilo del genere non può interessare. Falcao, altro uomo di Jorge Mendes, potrebbe essere la nuova fiamma da tenere sotto controllo, senza mai dimenticare Pierre-Emerick Aubameyang, sul quale va fatto un discorso a parte.

TEMPO -  Per il franco-gabonese, è tutta questione di tempo e di speranza. Il Borussia Dortmund potrebbe essere il destinatario di un’offerta molto importante per Dembélé da parte del Barcellona, anche se i catalani sembrano puntare anche su altri profili. Non dovesse esser ceduto, allora Aubameyang – che ha si detto di voler rimanere, ma anche di essersi riservato la possibilità di cambiare aria – tornerebbe prepotentemente d’attualità, mettendo in ombra tutti gli altri candidati alla 7 milanista. I presupposti, tecnici ed economici, per un ritorno a Milanello ci sono tutti. Probabilmente tutto si sbloccherà a cavallo del play-off di Europa League e chissà che, con un Milan, ai gironi, non si possa premere sull’acceleratore.

IBRA - Per lo svedese, infine, il capitolo è sempre attuale. Zlatan, nonostante i 36 anni e il grave infortunio al ginocchio, è ancora un giocatore dominante, in grado di spostare gli equilibri. Attualmente svincolato, difficilmente andrebbe a fare panchina a Lukaku allo United, anche se Mourinho lo rivorrebbe alla sua corte. E quella voglia di tornare a Milano, per stabilirsi in città anche quando le scarpe saranno appese al chiodo, potrebbero essere un fattore da non sottovalutare.