La possibile rinascita in una parola: ristrutturazione. Ma senza nuovi investitori, tutto è destinato a non cambiare...
Eterna domanda e puntuale, stessa e probabile risposta. Cosa serve, a questo Milan, per tornare a rispecchiare in pieno il nome della gloriosa società che ha scandito con grandi e continui successi, in 116 anni compiuti il 16 dicembre scorso, la storia del calcio italiano? Una rivoluzione o, in maniera poco meno radicale, una ristrutturazione: parole chiave e termini forti per tentare di risollevare quella che, da ormai qualche anno, pare essere una situazione irrisolvibile con piccoli o temporanei aggiustamenti. Tanta confusione, dalle vicende societarie allo spogliatoio, scarsa programmazione (anche sul mercato) ed una squadra che, da ormai tre stagioni a questa parte, sta puntualmente deludendo le aspettative, rendendo sempre più necessaria la possibilità di fare tabula rasa per tentare di ritrovare la via del successo.
DAI PIANI ALTI... - Da tanti, troppi mesi ormai si parla della solita possibilità per Silvio Berlusconi di cedere buona parte delle quote societarie rossonere per permettere l'ingresso nel club di nuovi investitori, pronti a rimpinguare ulteriormente le casse della società: il matrimonio con Bee Taechaubol, tuttavia, tra proclami di buona riuscita e closing sempre più rimandati, continua a non arrivare, risultando un grande problema per la società di via Aldo Rossi 8. Un immobilismo che, in questo senso, non fa altro che frenare un mercato economicamente sbloccatosi solo nella scorsa estate, per volontà del presidente rossonero, ma incapace ancora di portare elementi in grado di far fare il definitivo salto di qualità al Milan per tornare a competere con i top club. All'insolita questione sulla doppia presenza di un amministratore delegato all'interno della società, con due elementi dalle visioni piuttosto differenti come Barbara Berlusconi ed Adriano Galliani (spesso bersaglio della tifoseria) attualmente separati e conciliati al contempo dai diversi ambiti lavorativi ricoperti, va anche affiancata la mancanza di un elemento fondamentale per una buona riuscita del mercato rossonero come Ariedo Braida: ecco, in questo senso, la possibile ipotesi di puntare su un elemento come Walter Sabatini per tentare di operare meglio in entrata, ovviando al problema della scarsa programmazione senza colpi last minute avventati o carenze alle quali non si è riusciti a porre rimedio. Nonostante il problema principale resti, come anticipato, la mancanza di capitali necessari per ricostruire un gruppo migliore, in contrapposizione alla non troppo convincente idea di Berlusconi di puntare su un Milan totalmente italiano (o quasi).
...FINO ALLA SQUADRA - La stagione rossonera è, di per sè, già partita da un punto poco chiaro sulla scelta dell'allenatore: dalla possibilità Sarri, specchio del bel calcio e protagonista della bella realtà Empoli, al tentativo di convincere Ancelotti ad un clamoroso ritorno, conclusosi con un fallimento e con la scelta ricaduta su Mihajlovic, che della grinta e della tenacia ha sempre fatto il cavallo di battaglia delle proprie squadre. Il matrimonio tra l'allenatore serbo e il presidente rossonero è durato, tuttavia, decisamente poco, e le chance di permanenza dell'ex Samp in rossonero restano ora sempre più vicine allo zero: proseguire con un allenatore più volte bersaglio di frecciate non darebbe decisamente l'idea di un progetto cullato e portato avanti con fiducia, così come ripartire da una new entry come Brocchi, seppur molto apprezzata dalle parti di Arcore, porterebbe a qualche rischio di troppo. Difficile, al momento, ipotizzare soluzioni concrete: ciò che la rosa rossonera ha dimostrato in questa stagione, colpe relative dell'allenatore a parte, è di non risultare sufficientemente forte (nonostante i 90 milioni spesi) per ambire al terzo posto richiesto da Berlusconi, tra acquisti onerosi lontani dal rendimento atteso e tanti elementi da troppi alti e bassi. Un gruppo che sarà così doveroso rinforzare il più possibile: Waiting for Bee o chi per lui, ovviamente. Perchè a meno di clamorosi scenari imprevisti, senza nuovi ingressi in società, il Milan è destinato a restare questo.

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