La Stampa - Niang: “Grande feeling con Mihajlovic, con lui gioca solo chi merita. Io come Henry? Lavoro per diventare più forte”
Dopo essere stato fuori per diversi mesi a causa di un infortunio al piede, due settimane fa, prima della sosta per le Nazionali, M’Baye ha fatto il suo esordio stagionale contro l’Atalanta e domani contro la Juventus dovrebbe essere titolare per la seconda partita di fila. L’attaccante francese, intervistato da La Stampa, ha commentato così la sfida contro i bianconeri: “Partita da dentro o fuori? No, noi siamo sesti e loro stanno dietro. Manca tanto alla fine”. L’attaccante francese ritroverà Allegri, cioè il tecnico che lo ha lanciato nel Milan, ma ha voluto spendere belle parole anche per l’attuale allenatore rossonero Sinisa Mihajlovic: “Allegri mi ha lanciato e fatto vivere il momento più bello della mia carriera facendomi giocare contro il Barcellona. Mihajlovic? Ho ritrovato lo stesso feeling, mi voleva anche alla Sampdoria e fin dal primo giorno ho capito che intendeva portarmi in alto. Se troverò più spazio con il 4-3-3? Con Mihajlovic gioca chi lo merita, il modulo non c’entra”.
BASTA ERRORI - Dopo essere stato in prestito negli ultimi sei mesi della scorsa stagione al Genoa, Niang è tornato cambiato a Milanello e ora ha grande voglia di essere protagonista con la maglia rossonera: “Forse non ero ancora pronto per una grande squadra. Le esperienze in prestito (Montpellier e Genoa, ndr) sono servite. Se mi spaccerei ancora per Traorè? No, però non è l’unica cosa che non rifarei: ho anche lasciato il ritiro della Nazionale francese cacciandomi in un bel guaio. Ma sbagliando si impara. Il paragone con Henry? È stato un grande campione, ma io lavoro per diventare più forte di lui”.
MIGLIORAMENTI - Il francese ha infine parlato anche del momento del Milan e del suo grande amico Mario Balotelli: “Siamo più sicuri, all’inizio c’erano un paio di cose da correggere. Adesso subiamo meno gol, facciamo più possesso palla e segniamo di più. Balotelli? Deve approfittare di questo momento per riflettere. Tutti si dimenticheranno di lui e potrà lavorare tranquillo per tornare più forte di prima. Io so cosa significa stare fuori: quando non giochi non ricevi più cinquanta telefonate al giorno e hai il tempo per concentrarti meglio su di te e sul lavoro che devi fare”.

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