Le lente ambizioni del gioco di fronte alle impellenti necessità: Brocchi spiega Carpi ma ora serve vincere

Le lente ambizioni del gioco di fronte alle impellenti necessità: Brocchi spiega Carpi ma ora serve vincereMilanNews.it
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domenica 24 aprile 2016, 17:30Primo Piano
di Matteo Calcagni

Una delle motivazioni che hanno portato all'esonero di Sinisa Mihajlovic, per volere insindacabile di Silvio Berlusconi, è stata la difficoltà del Milan di imporre il gioco e gestire continuativamente il pallino nel corso della gara. Un chiodo fisso quello del numero uno rossonero che, a prescindere dagli interpreti in campo, esige il controllo della gara in ogni occasione. Il tecnico serbo, resosi conto di alcune lacune strutturali della rosa, ha preferito puntare su un approccio più "guardingo", puntando a migliorare l'equilibrio in campo, sacrificando la spettacolarità in favore di maggior concretezza. Il rapporto ha funzionato finché l'ex tecnico blucerchiato ha portato a casa punti, andando poi a decadere una volta che il Milan ha faticato a trovare vittorie e risultati utili.

IL GIOCO SBATTE SUL MURO - Cristian Brocchi ha quindi assunto una specifica "mission": provare a far giocare bene l'undici rossonero, puntando su specifiche idee di calcio ed una filosofia più offensiva. Tutto molto bello a parole, tutto molto complicato da applicare in termini assoluti, soprattutto nel brevissimo periodo e con le già sopracitate problematiche di rosa. Quello che ha funzionato, seppur con riserva, con la Sampdoria, è stato subito appannato dallo scialbo 0-0 contro il Carpi, una delle gare peggiori del Milan dall'inizio del campionato. Il Diavolo ha sì pagato dazio di fronte alla trincea dei ragazzi di Castori, ma è francamente preoccupante il fatto che, nel giro di novanta e più minuti, i rossoneri non siano riusciti a creare alcuna occasione degna di nota.

TRA AMBIZIONI E NECESSITA' - Eppure l'allenatore lombardo, evidentemente trincerato in un'aura di positività, ha voluto rimarcare i timidi aspetti positivi del pareggio a reti bianche di San Siro: "Ho fatto un conto, fino ad ora ho lavorato sul campo 13 ore. Non possiamo avere la presunzione di aver già lavorato nel modo migliore possibile su tutte le aree. La cosa su cui abbiamo lavorato di più è quello di cercare di far capire ai giocatori che dobbiamo avere il pallone per il maggior tempo possibile. Poi andranno affinati i dettagli. Oggettivamente parlando qualcosina dal punto di vista del possesso palla si è vista, anche se è stato sterile. Ma se non inizi a giocare capendo che puoi stare in comando della partita non puoi arrivare allo step successivo. Fa parte del progetto. Sono contento di questo step iniziale". Brocchi ha sicuramente delle idee di calcio da non sottovalutare, ma la situazione attuale del Milan è talmente complicata che il tutto rischia di essere fagocitato da mali ormai perenni. A Verona, più che un gioco ubriacante, ci si aspetta principalmente una squadra capace di tenere il campo ed andare in porta, vista la necessità di vincere dopo il successo esterno del Sassuolo a Torino.