L’epilogo sfortunato di una storia malinconica: De Sciglio-Milan, finisce così?

L’epilogo sfortunato di una storia malinconica: De Sciglio-Milan, finisce così? MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
martedì 16 maggio 2017, 16:01Primo Piano
di Daniele Castagna

Non si erano utilizzati mezzi termini per definirlo. Per tutti era il ‘nuovo Maldini’ quando, a 18 anni, esordì con la maglia del Milan in Champions League: l’applauso di San Siro accolse un timidissimo ragazzo, così umile da tenere basso lo sguardo mentre subentrava ad Ignazio Abate. Da quel 28 settembre 2011, sono passati 5 anni 7 mesi e 22 giorni: sono cambiate squadre, allenatori, maglie, classifiche e addirittura presidenti, ma Mattia De Sciglio è sempre rimasto lì, a metà tra rossoneri e nazionale azzurra. In una stagione malinconica, suddivisa tra rimorsi ed occasioni mancate, anche il nativo di Milano potrebbe lasciare Milanello, facendolo nel più triste dei modi: infortunato e “separato in casa”, almeno agli occhi dei tifosi. 

LA FACCIA DA COPERTINA - Pareva l’incipit di una favola, una di quelle storie calcistiche che sanno scaldare il cuore anche ai meno romantici. Il cammino nel settore giovanile parlava chiaro: ragazzo d’oro con la testa sulle spalle, cresciuto in oratorio e per 10 anni nella cantera meneghina. Non aveva mancato una singola categoria, dai pulcini fino alla Primavera, culminando con la Coppa Italia vinta tra le mura amiche contro il Palermo. Poi la chiamata di Allegri: “Il ragazzetto ci sa fare, me lo porto in prima squadra”, un sogno realizzato ma che, ben presto, si sarebbe schiantato contro le difficoltà di una piazza in subbuglio. Le prime stagioni in ascesa, poi gli infortuni, un calo mentale ed un rapporto incrinato con l’universo rossonero. In maniera quasi irreversibile. 

L'EPILOGO - Fatale fu quel labiale di Massimiliano Allegri: “Ti porto a Torino”, pronunciato al proprio pupillo al termine della finale di TIM Cup vinta dai bianconeri contro il Diavolo ferito. L’universo rossonero accolse in maniera negativa quell’episodio, rimasto nella memoria collettiva come l’inizio del declino. Una distorsione alla caviglia, affaticamenti muscolari e prestazioni sotto la sufficienza hanno poi fatto il resto, creando un mix capace di portare al divorzio sportivo Mattia dalla platea milanista. In scadenza di contratto 2018, il rinnovo pare una soluzione lontana all’orizzonte, forzando dunque i saluti tra le parti: il Milan ha già cominciato a cercare un sostituto sul mercato (vedi trattativa per Ricardo Rodriguez), Mattia si sta guardando attorno in caccia della soluzione migliore per il proprio futuro. Juventus? Napoli? Estero? Ancora è nebuloso il destino del classe ’92. Ciò che invece pare certo è il saluto da infortunato, senza poter dunque vestire la maglia del Milan fino all’ultima giornata. Un epilogo sfortunato di una storia malinconica.