LIVE MN - Berlusconi: "Bee, ci piace il suo piano: scadenza a fine campionato. Tra Galliani e Barbara tutto sistemato"

LIVE MN - Berlusconi: "Bee, ci piace il suo piano: scadenza a fine campionato. Tra Galliani e Barbara tutto sistemato"MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
domenica 21 febbraio 2016, 17:55Primo Piano
di Pietro Mazzara

Su Mihajlovic, ne parla anche bene ma di tanto in tanto lo punzecchia... "Mihajlovic adesso deve convincere i tifosi rossoneri, la società e il sottoscritto. Ha un solo modo, deve vincere tutte le partite da qui alla fine".

Vuol dire che lei non è convintissimo? "Non sono soltanto io, perché io non prendo mai delle decisioni personali, prendo delle decisioni che condivido sempre con tutti. Quindi, in società le condivido innanzitutto con Galliani e, poi, con tanti altri tecnici che, ormai, sono nel Milan da tanti anni, con cui ho un contatto molto sincero, un rapporto molto sincero e, quindi, domando a tante persone. Poi, m’informo anche dai tifosi, se prendo un taxi. I conducenti dei taxi sono grandi esperti di calcio. Adesso, parlo anche di politica, intendiamoci".

Su mister Bee: “Io spero di chiudere. Mi piace lui e i suoi collaboratori che ci hanno presentato un piano sulla commercializzazione del brand Milan in Cina e nei paesi orientali. La crisi cinese ha creato dei problemi e i soci di Bee, che avrebbero dovuto sottoscrivere il 48% del nostro capitale, si sono fatti da parte. Lui sta cercando nuovi soci e spero che possa arrivare ad una conclusione di successo. La data di scadenza è la fine del campionato italiano”.

Su Barbara e Galliani: “Quando c’è un intervallo d’età rilevante tra due persone, ci sono due approcci diversi. Adesso la situazione si è sistemata, perché abbiamo diviso bene le competenze. Galliani si occupa della parte sportiva e mia figlia di tutto il resto. Problemi, negli ultimi tempi, non ce ne sono stati. Barbara ha fortemente creduto nel progetto dello stadio, ma le norme urbanistiche del comune di Milano ci hanno impedito di andare avanti e forse lo stadio, li, avrebbe dato fastidio. San Siro è nel mio cuore come in quello di tanti milanisti”

Su Capello: “Io notai la sua predisposizione a guidare un gruppo nell’intermezzo tra Liedholm e Sacchi e pensai di costruire con lui il futuro e al momento opportuno, lo nominai allenatore del Milan, con la stampa contro. Avevano detto che avevo messo ad allenare il Milan, un mio maggiordomo perché era stato un mio dirigente. Invece ha avuto il merito di vincere”.

Su Ancelotti: “E’ un grande amico. Ho tentato di averlo al Milan dopo il Real Madrid, ma lui non ha voluto. Forse ha temuto di non poter replicare i successi del passato. È stato un grande giocatore, era un grande intrattenitore di uomini. Sapeva farsi rispettare, stimare ed amare dai giocatori e sapeva leggere le partite benissimo, indovinando sempre i cambi da fare. Questa è una dote che non tutti gli allenatori hanno. A volte ho dissentito con le scelte di altri tecnici”.

Sull’andare in panchina: “Qualche volta ho pensato di andare in campo. Nel Milan, non sono quasi mai riuscito ad ottenere il gioco che volevo. Adoro il gioco di Guardiola, perché quando la sua squadra ha la palla, gli avversari non la vedono mai”.

Sugli olandesi: "Il Milan, nella sua storia, ha avuto questa fortuna. Di trovare un trio svedese con Gren, Nordhal e Lideholm e poi quello dei tre olandesi".

Sul suo preferito tra gli olandesi: “Tra tutti ho sempre preferito Van Basten, perché era un artista del calcio e non per nulla era chiamato il Cigno. Ricordo ancora il suo gol agli Europei nella finale contro la Russia. Era una persona molto profonda ed ebbe la sfortuna di lasciare il calcio molto presto per colpa di una caviglia che non si poteva curare”.

Sui giocatori brasiliani: “Abbiamo avuto anche sette giocatori brasiliani e quando ero presidente del Consiglio, ho fatto trovare all’allora presidente Lula i miei giocatori. Ho sempre avuto una grande ammirazione per il calcio brasiliano”.

Sugli slavi: “Ho ricordato, in un passaggio in un’intervista, il finale del campionato del ’99 quando io, a sei partite dalla fine, incontrai Boban e altri e gli dissi che si doveva giocare rasoterra e gli dissi di giocare come sapevano giocare. Vincemmo tutte le partite e vincemmo il campionato. Boban, grazie per quel campionato”.

Sull’elicottero: “Ne ho cambiati almeno 4-5 in questi anni. È stata un’idea che ha dato una scossa alla tifoseria rossonera che arrivavano da anni bui, con la serie B di mezzo. Volevo comunicare a tutti che il vento stava cambiando, vestii i miei giocatori di tutto punto, arrivammo all’Arena con la cavalcata delle Valchirie. Quelle innovazioni hanno portato bene”.

Su Sacchi: “Apprezzai molto il gioco del suo Parma. Chiesi, attraverso Galliani, di fissarmi un appuntamento e ci incontrammo, per quasi 5 ore, in un ristorante di Parma. Parlammo anche di come lavorare sui singoli giocatori, ma anche di lui, della sua famiglia e dei suoi amici in modo tale che non venisse lasciato nulla al caso. Quando mi alzai dal tavolo, mi alzai convinto di aver trovato la persona giusta. Poi, ogni sabato, venivo a Milanello e parlavo spesso con i giocatori. Divenni anche il consulente finanziario ai giocatori, mi occupai di alcune situazioni familiari dei ragazzi. Facevo il fratello maggiore dei giocatori. Tutto quando ebbe un momento generale di raccoglimento e ci radunammo al castello di Pomerio, dove feci parlare tutti in modo tale da approfondire la persona. E a tutti indicai la possibilità di diventare, nell’ambito del gioco del calcio, un protagonista. Venne fuori una squadra di protagonisti con una difesa eccezionale, che prese solo 15 gol in un campionato. Era composta da Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini”

Amici di MilanNews.it buonasera, tra poco vi proporremo le parole di Silvio Berlusconi a Sky Sport nell'intervista nella quale ripercorre i suoi 30 anni di presidenza rossonera.