Maldini: “Il Milan non è costruito per vincere, il club ha programmato poco. Un mio ritorno in rossonero? Ci sono stati dei contatti, ma...”

Maldini: “Il Milan non è costruito per vincere, il club ha programmato poco. Un mio ritorno in rossonero? Ci sono stati dei contatti, ma...”MilanNews.it
© foto di Federico De Luca
martedì 7 ottobre 2014, 08:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Paolo Maldini ha ritirato ieri il premio Liedholm, importante riconoscimento che viene consegnato a chi si è distinto per essere non solo un campione in campo, ma anche come uomo. L’ex capitano rossonero ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Milan di Pippo Inzaghi, come riporta questa mattina La Gazzetta dello Sport: “Sono cam­bia­te tante cose. Que­sto Milan è un grup­po nuovo con un al­le­na­to­re nuovo. La realtà è che non sanno an­co­ra quale può es­se­re il vero obiet­ti­vo: di certo non il cam­pio­na­to, però credo pos­sa­no en­tra­re nella lotta Cham­pions. La differenza rispetto al mio Milan? Sem­pli­ce: tempi di­ver­si e in­ve­sti­men­ti di­ver­si. E a que­sti ul­ti­mi cor­ri­spon­do­no ri­sul­ta­ti di­ver­si. È un’equa­zio­ne che non sba­glia mai. Senza soldi la ge­stio­ne è com­pli­ca­ta. Ma la cam­pa­gna ac­qui­sti dice che il club ha pro­gram­ma­to poco. Oc­cor­re met­te­re a fuoco l’obiet­ti­vo: se è vin­ce­re, al­lo­ra non è stato fatto ab­ba­stan­za. Que­sta non è una squa­dra co­strui­ta per vin­ce­re".

PIPPO E BALO - Sulla panchina del Milan, in questo momento c’è un suo ex compagno di squadra, cioè Pippo Inzaghi, sul quale Maldini ha dichiarato: “Se è ar­ri­va­to dov’è, si­gni­fi­ca che è bravo. La ga­vet­ta non è in­di­spen­sa­bi­le, io ho avuto di­ver­si com­pa­gni che erano già po­ten­zia­li al­le­na­to­ri. Lui era uno di quel­li che pen­sa­vo ce l’avreb­be fatta”. L’ex difensore rossonero ha poi anche commentato la cessione di Mario Balotelli al Liverpool: “La sua vita è nelle sue mani. Ma non è detto che il per­cor­so di cre­sci­ta si com­ple­ti".

RITORNO AL MILAN - Qualche mese fa, Paolo Maldini sembrava essere in procinto di tornare nel Milan come dirigente, ma alla fine non se n’è fatto nulla: “Ci sono stati dei con­tat­ti, poi non ho più sen­ti­to nes­su­no. Se mi chia­mas­se­ro, ne par­le­rei vo­len­tie­ri, ma non sono io che cerco loro. E non è scrit­to da nes­su­na parte che debba la­vo­ra­re al Milan. Se ca­pi­terà, bene, al­tri­men­ti va bene lo stes­so. Per ades­so non c’è nulla che mi fac­cia tor­na­re sui miei passi. La contestazione del giorno del mio addio? Sono con­ten­to di quan­to suc­ces­se. In quel modo, quel gior­no, ho preso le di­stan­ze da un tipo di mondo a cui non ho mai sen­ti­to di ap­par­te­ne­re".