Maldini: “Il Milan non è costruito per vincere, il club ha programmato poco. Un mio ritorno in rossonero? Ci sono stati dei contatti, ma...”
Paolo Maldini ha ritirato ieri il premio Liedholm, importante riconoscimento che viene consegnato a chi si è distinto per essere non solo un campione in campo, ma anche come uomo. L’ex capitano rossonero ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Milan di Pippo Inzaghi, come riporta questa mattina La Gazzetta dello Sport: “Sono cambiate tante cose. Questo Milan è un gruppo nuovo con un allenatore nuovo. La realtà è che non sanno ancora quale può essere il vero obiettivo: di certo non il campionato, però credo possano entrare nella lotta Champions. La differenza rispetto al mio Milan? Semplice: tempi diversi e investimenti diversi. E a questi ultimi corrispondono risultati diversi. È un’equazione che non sbaglia mai. Senza soldi la gestione è complicata. Ma la campagna acquisti dice che il club ha programmato poco. Occorre mettere a fuoco l’obiettivo: se è vincere, allora non è stato fatto abbastanza. Questa non è una squadra costruita per vincere".
PIPPO E BALO - Sulla panchina del Milan, in questo momento c’è un suo ex compagno di squadra, cioè Pippo Inzaghi, sul quale Maldini ha dichiarato: “Se è arrivato dov’è, significa che è bravo. La gavetta non è indispensabile, io ho avuto diversi compagni che erano già potenziali allenatori. Lui era uno di quelli che pensavo ce l’avrebbe fatta”. L’ex difensore rossonero ha poi anche commentato la cessione di Mario Balotelli al Liverpool: “La sua vita è nelle sue mani. Ma non è detto che il percorso di crescita si completi".
RITORNO AL MILAN - Qualche mese fa, Paolo Maldini sembrava essere in procinto di tornare nel Milan come dirigente, ma alla fine non se n’è fatto nulla: “Ci sono stati dei contatti, poi non ho più sentito nessuno. Se mi chiamassero, ne parlerei volentieri, ma non sono io che cerco loro. E non è scritto da nessuna parte che debba lavorare al Milan. Se capiterà, bene, altrimenti va bene lo stesso. Per adesso non c’è nulla che mi faccia tornare sui miei passi. La contestazione del giorno del mio addio? Sono contento di quanto successe. In quel modo, quel giorno, ho preso le distanze da un tipo di mondo a cui non ho mai sentito di appartenere".

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