Mario e quel destino da simbolo universale

Mario e quel destino da simbolo universaleMilanNews.it
© foto di Francesca Ceciarini
venerdì 23 agosto 2013, 17:00Primo Piano
di Federico Gambaro

Il valore tecnico e l’impatto ambientale dell’agognato e sognato approdo al Milan di Mario Balotelli, rappresentavano gli aspetti maggiormente preventivabili e auspicabili riguardanti l’operazione di mercato condotta dal club rossonero nel gennaio scorso. Aspetti pienamente confermati sul campo con l’apporto del giocatore alla squadra e dall’ambiente a Milanello e tra i tifosi, rincuorati e rivitalizzati dall’arrivo del giovane bomber azzurro.

Ciò che poteva sembrare meno pronosticabile, invece, era l’aspetto simbolico e iconico che SuperMario sta assumendo da quando veste la maglia del Milan. L’intenzione era chiara fin dall’inizio, e doveva essere condotta di pari passo con il comportamento umano e la professionalità del giocatore, impegnato realmente a limare alcuni spigoli caratteriali e a migliorarsi nel proprio lavoro al servizio della squadra che ha sempre amato.

“Balotelli è il nostro simbolo”, ha ammesso ai primi di luglio Adriano Galliani, dando credito a quel percorso intrapreso dal talento bresciano (e indicato dalla Società sempre attenta alla Comunicazione per storia e capacità), atto a diventare un’icona del Milan e del calcio a livello internazionale, superando anche i confini dello sport e assumendo un ruolo tangibile nel Sociale come immagine della multiculturalità e dell’integrazione negli anni 2000.

Ormai, ogni partita del Milan o della Nazionale, racconta un capitolo della storia personale di Mario e della sua incidenza con la realtà circostante.

La nomination del “Time” come uno dei 100 personaggi più influenti al Mondo, l’ultima copertina e intervista a tutto tondo di “Sports Illustrated”, l’immagine cardine della campagna abbonamenti del Milan, la celebrità riscontrata in Brasile (patria dell’amore calcistico) durante la Confederations Cup, e negli USA con il Milan, l’incontro con il Santo Padre, la campagna contro il razzismo, l’apprezzamento del Ministro Kienge; sono solo alcuni fatti e momenti, vissuti e affrontati dall’attaccante rossonero in questi ultimi mesi, che rivelano la natura sempre più sfaccettata e poliedrica del personaggio di Mario Balotelli, non più rilegata solamente al clamore del gossip o della pressione mediatica in ambito calcistico.

Pare, dunque, esserci qualcosa in più nel futuro di Mario che non potrà soffermarsi solamente alla sfera puramente sportiva. L’alone iconico del 45 rossonero si intravede giorno dopo giorno e lo stesso Balo sembra iniziare a coglierne i contorni, rendendosi consapevole anche delle responsabilità che ne conseguono naturalmente.

Un percorso, ancora lungo e non privo di difficoltà, che regalerebbe al calcio italiano, non solo un Campione in campo, ma anche un uomo capace di incidere nella Cultura del proprio Paese, magari solo come un simbolo, ma se positivo capace di smuovere più delle parole o di tante vane azioni.