Milan, com'è possibile sentirsi appagati?

Milan, com'è possibile sentirsi appagati?MilanNews.it
© foto di Federico De Luca
sabato 19 marzo 2016, 15:15Primo Piano
di Matteo Calcagni

"Dal punto di vista della testa c'è stato un rilassamento inconscio, ma per i giocatori del Milan è inaccettabile, se si vuole giocare nel Milan fare 8/9 risultati utili consecutivi deve essere normale. Ad oggi non lottiamo per le posizioni alte in classifica per questo, l'aspetto mentale l'abbiamo pagato in passato e l'abbiamo pagato in queste ultime due partite". Così ha parlato, in conferenza stampa, Riccardo Montolivo, mettendo in chiaro alcune delle motivazioni che hanno portato al vertiginoso calo delle ultime settimane. I soli infortuni, pur influendo, non potevano essere i soli responsabili degli scivoloni contro Sassuolo e Chievo, per una squadra che, pur deficitando in tanti settori del campo, avrebbe dovuto quantomeno tenere un altro atteggiamento.

OSSIMORO MILAN - Il Milan non vince nulla dall'estate del 2011, non gioca in Europa da oltre due anni ed è ormai un habitué di figuracce, non solo sul terreno di gioco. Non stiamo parlando di una squadra che conquista finali di Champions e, di fronte ad avversari minori, può subire rilassamenti inconsci, stiamo parlando di una formazione che sgomita per tornare in Europa, neanche quella più gloriosa. Per tali ragioni, anche alla luce del decimo posto dello scorso anno, il Diavolo non può in alcun modo permettersi appagamenti o cali di tensione: serve l'aggressività giusta, dal primo minuto, a prescindere dalle assenze e dalle naturali difficoltà di una rosa che resta comunque lacunosa.

ABBASSARE L'ASTICELLA - In merito all'atteggiamento, tasto dolente nelle recenti uscite, Sinisa Mihajlovic si è espresso in questo modo: "Solo in Italia si parla di atteggiamento. Dovrebbe essere una cosa normale che un giocatore che va in campo e dà il massimo. Se sbagli atteggiamento non solo non puoi giocare nel Milan, ma in nessuna squadra". Parole "sante" del tecnico serbo che, nonostante il processo in corso di cambio mentale, deve ancora constatare il fastidioso lascito di certe flessioni psicologiche. Nell'ultimo quinquennio Milan è cambiato sotto il punto di vista qualitativo, ovviamente verso il basso, ma il mood da "top club" è rimasto la stesso. Giusto avere ambizioni e puntare al massimo, ma riconoscere i propri limiti a tutti i livelli è il primo passo per gettare le basi per un nuovo progetto.