Milan, ritorno alle origini: si cambia modulo per buona pace (non) di tutti

Milan, ritorno alle origini: si cambia modulo per buona pace (non) di tuttiMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 1 settembre 2013, 10:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

E ora Allegri deve inventarsi qualcosa, perlomeno fino a domani, nel match contro il Cagliari. O forse, nell’ipotesi peggiore, per tutta la stagione, qualora dal mercato non dovesse arrivare il trequartista tanto agognato, che sia brasiliano o giapponese. Il suggerimento - per chi non volesse chiamarlo diktat - scaturito dal summit di Arcore, non lascia spazio ad altre interpretazioni... tattiche: si torna alle origini, ovvero al 4-3-1-2. Dentro il rifinitore sulla trequarti, fuori gli esterni alti, quindi il tridente e quel 4-3-3 che, nello scorso campionato, ha rappresentato la svolta, propiziando la rincorsa Champions. Il problema, però, è che al momento manca l’interprete massimo.

Ad Allegri, in soldoni, non resta che fare di necessità virtù, avanzando di qualche metro Montolivo, palesando così tutte le carenze di una rosa evidentemente deficitaria sotto certi aspetti. Detto del tridente, dunque, per forza di cose da cestinare o, meglio, pensionare, il Milan torna alle due punte: una sarà certamente Balotelli, l’altra potrebbe essere Matri (anche se domani partirà dalla panchina), che mister Max ha già individuato come spalla ideale del bomber Mario. Insomma, in tutto questo potrebbe rimetterci El Shaarawy, che già mercoledì, al termine della sfida con il Psv Eindhoven, fiutando forse qualcosa, aveva espresso il suo parere negativo in merito all’eventuale acquisto di nuovi attaccanti. Detto, (non) fatto, perché Galliani, il giorno dopo, in barba anche agli striscioni di San Siro, chiude proprio per il centravanti ex juventino, consegnando al tecnico un regalo tutto da scartare. Insomma, dopo aver disputato un paio di amichevoli estive con il 4-3-1-2, salvo poi tornare indietro al "vecchio" ma collaudato 4-3-3, Allegri è "costretto", a stagione ormai iniziata, ad una nuova e repentina inversione tattica, con tutti gli espedienti ed esperimenti (controproducenti?) del caso. Una scelta stavolta definitiva, sempre che il campo non bocci tutto sul nascere, con buona pace dei diretti interessati e la felicità, forse, del Faraone.